Magazine Lunedì 3 dicembre 2012

«Mia suocera comanda e mi sento umiliato. Dottore, mi aiuti!»

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Magazine - Buongiorno,
leggere l’articolo del Dottore Psicologo Marco Ventura, Odio i miei suoceri ma non so cosa fare, mi ha illuminato notevolmente: parole sagge e consigli notevoli.
Ma nella mia situazione (ospite in casa della suocera, con fidanzata che non ne vuole sapere di cambiar casa) cosa mi suggerirebbe il Dott. Ventura?
Ecco la mia triste storia…

Carissima Rubrica,
mi scuso in anticipo per la lunghezza del mio problema, ma se vi scrivo è perchè ho bisogno di sapere per Voi quale sia la scelta giusta da affrontare. Sono papà 36enne di una figlia sana e meravigliosa di 14 mesi.
La mamma non fa mancare nulla alla piccola: tanto amore, mille attenzioni, però credo siano gli eccessi a rovinare il tutto facendomi sentire un papà escluso. Per eccessi intendo un amore viscerale infinitamente possessivo e per certi versi egoistico condito da enormi spese economiche specie per tantissimi vestiti firmati.

Siamo genitori non uniti da matrimonio, e viviamo insieme da 18 mesi, dopo nove anni di fidanzamento. Viviamo nell'appartamento della suocera.
La mia fidanzata non intende minimamente abbandonare sua madre e la casa dov'è cresciuta, anzi fin dal primo giorno di vita di nostra figlia, mi ritiene incapace e talmente irresponsabile da non farmi cambiare nemmeno un pannolino.
La suocera inoltre è una persona rigida, prepotente, titolare di un'azienda fondata dal marito scomparso prematuramente, dove anche la mia fidanzata lavora e ne è socia al 50%.

In poche parole, alla suocera piace comandare anche in casa propria ed io mi sento molto umiliato poiché quello che dico o propongo non viene mai calcolato.
Mi sento schiacciato per vari motivi: per usare la lavatrice devo chiedere il permesso, non ho le chiavi per entrare in casa (devo suonare il campanello oppure chiamare col cellulare), dormo da solo nella cameretta (che era della mia fidanzata e che in futuro sarebbe della piccola), nella camera matrimoniale e nello stesso letto dormono la mia fidanzata, suocera e cane (sopra il letto), a fianco nel lettino la bimba di 14 mesi.

Inoltre i miei effetti personali (scarpe e vestiti) a seguito di trasloco fatto 18 mesi fa, sono ancora in scatole di cartone in un'autorimessa di loro proprietà (anche qui non ho le chiavi) preciso che hanno 5 box auto (2 singoli e 3 doppi).
Nella cameretta ho un comodino e un cassettone a mia disposizione, sufficienti per qualche maglia e un paio di pantaloni.
L'appartamento sarebbe a due livelli ma il livello superiore ristrutturato per l’occasione e cui si era offerta di andare la suocera non viene mai varcato.
A  livello economico sono in rosso e dissanguato, anche per merito di aver speso circa 7mila euro per un battesimo da nababbi che sembrava un matrimonio: palazzo d'epoca in centro storico, 100 invitati (della mia famiglia erano presenti 8 persone), 92 per la mia fidanzata.
Non ho mai visto i conti finali del battesimo (non me li fanno vedere) probabile siano usciti circa 20-25 mila euro a cui molto ha contribuito la suocera, che ha ricevuto il grazie dalla figlia. Io che adesso per colpa di quel battesimo da ricchi sono in rosso, nessun ringraziamento.

Non conosco cosa percepisce di reddito la mia fidanzata perché appena sfioro il discorso si accende e dice che voglio farle i conti in tasca.
Sono mesi e mesi che dico di voler fare di più per mia figlia, ma non mi lasciano né prepararle la pappa, né il biberon, né cambiare un pannolino, né mai darle da mangiare.
Mi dicono che devo limitarmi a fare il padre e che certe cose sono da donne: dovrei giocare con la bimba e basta e contribuire economicamente. Giro mensilmente 300 euro di mantenimento e 500 euro per la casa.

Siccome poi lavoro su turni mi capita di aver spesso un giorno libero a settimana e più mattine o pomeriggi liberi a settimana.
Invece di farmi stare da solo con la bimba, mi chiedono di lavorare nella loro azienda in magazzino, che sembra di proposito il più lontano possibile da mia figlia e dagli uffici dove lavorano la suocera e la mia fidanzata.
Povera creatura nel seggiolone per ore a guardare mamma e nonna davanti al pc.

Non so più che fare, sono deluso dentro, ho parlato con la mia fidanzata di dormire insieme, ma nulla: non risponde, le ho detto che preferisco andare a vivere da solo visto che lei mai mi seguirebbe e mi risponde che la abbandono e la lascerei sola e con una bimba che crescerebbe senza padre.
Io credo che non ci amiamo più o meglio in questa situazione di convivenza con la suocera, non siamo più liberi di fare le nostre scelte, di avere la nostra intimità di coppia, di crescere nostra figlia, di gioire per le cose belle, d'imparare e crescere dai nostri errori.
La mia fidanzata ha come riferimento sua madre e su di me non vedo riposta fiducia e dubito sia ancora innamorata di me.

Per tutti questi mesi ho avuto un'infinita pazienza ma si sta esaurendo. Non sono felice, non sono soddisfatto. E non so quale possa essere la via di uscita?
Sono già stato da un avvocato perché qualche mese fa fidanzata  e suocera mi hanno cacciato di casa per tre mesi, a seguito di litigio per tutti quei motivi sopra riportati, non ho concluso nulla con l’avvocato in quanto l’idea era di riconciliare il rapporto tra papà e mamma e di trovare dei compromessi, buttati via anche qui mille euro inutilmente.

Chiudo nello scrivere che la bimba passa più tempo con la nonna che con la mamma.
Aiutatemi per piacere

Buongiorno, a lei.
Ho letto la sua mail più volte e credo che la sua sia una situazione davvero molto complicata nella quale si intrecciano diversi aspetti critici.
Proprio per questo non mi sento, ora, di darle delle risposte definitive né di suggerirle delle soluzioni.

Nella sua storia personale e familiare si intrecciano talmente tanti aspetti, sia economici sia relazionali, che prima di parlare di soluzioni, sarebbe necessario conoscere bene anche i dettagli dei vari passaggi e avere una migliore comprensione della sua storia in tutto il suo sviluppo. Storia che va considerata e analizzata da diversi punti di vista per poter arrivare a  capire quali sono stati i motivi , le situazioni e le scelte che l'hanno portata a questo punto.
E di conseguenza, capire meglio come consigliarla.

E se pure mi dispiace che i suoi tentativi di trovare una soluzione si siano rivelati, sino a ora, del tutto inefficaci, mi permetto di suggerire che, forse, questo potrebbe essere dovuto a una poco approfondita analisi delle componenti che concorrono a creare questa situazione problematica

Personalmente sono dell'idea che la riconciliazione sia sempre una soluzione da tentare tra due coniugi e che la mediazione o la ricomposizione dei conflitti sia la modalità più civile.
Purtroppo questo strumento dà per scontato che entrambi le parti intendano accordarsi nel trovare una via di mezzo. Cosa ineccepile dal punto di vista teorico ma che spesso si infrange di fronte a quelle persone che vogliono solo e sempre aver ragione a tutti i costi.
E che neppure possono concepire di andare, in qualche misura, incontro alle ragioni dell'altro.
Ma anche in questi casi si può sempre trovare un modo, magari meno spontaneamente condiviso, ma altrettanto efficace, per arrivare a risolvere le controversie.

Ovviamente questo significa che ognuno dovrebbe avere ben chiaro quali sono i propri punti di forza, quali gli aspetti discutibili e quanta determinazione e quante risorse emotive si hanno per portare avanti le proprie ragioni e le proprie richieste.
Mi sembra di capire che sua moglie e la sua famiglia abbiano non solo le idee molto più chiare delle sue, ma anche dimostrano una forte determinazione nel portarle avanti.
Credo che anche lei dovrebbe prepararsi a  fare altrettanto.

E poi, civilmente, magari con l'aiuto di una figura professionale adatta, trovare un punto d'accordo tra le vostre diverse esigenze e tra i vostri diversi punti di vista.
Accordo che è la base della convivenza sociale e senza il quale non ha senso parlare di una sana vita familiare.
Le auguro di riuscirci presto.

Saluti,
Dott. Marco Ventura

di Marco Ventura

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