Mostre Magazine Venerdì 8 marzo 2002

Barocco genovese alla National Gallery

Magazine - Diciannove biglietti da visita, firmati da Rubens, Van Dyck, Strozzi, Grechetto e Orazio Gentileschi. Sono i quadri che Genova manda in trasferta in Inghilterra per allestire una piccola ma preziosa mostra nel cuore di uno dei più importanti musei al mondo, la National Gallery di Londra.

È , pittura barocca a Genova, mostra che aprirà i battenti il 13 marzo e che sarà visitabile (con ingresso gratuito) fino al 16 giugno. Per l’Inghilterra questa è la prima esposizione dedicata alla nostra arte: nessuna delle opere scelte ha mai varcato la Manica. Una vera e propria primizia che farà felici gli inglesi, tradizionalmente molto legati alla Liguria. Ma soprattutto questa mostra, nata da un'idea di Max Rabino, farà conoscere il meglio dell’arte genovese al grande pubblico.
I quadri protagonisti sono in assoluto alcuni dei più importanti capolavori del barocco genovese, provenienti dai musei cittadini, dalle chiese e da collezioni private. Fior da fiore: la Cuoca di Strozzi, l’Adorazione dei Magi di San Luca del Grechetto, il Ritratto equestre di Gio Carlo Doria di Rubens, il Ratto di Proserpina di Valerio Castello [nella foto] e la celebre cornice intagliata di Filippo Parodi, simbolo di .

«È un’esperienza», commenta il sindaco, Beppe Pericu, «che speriamo di poter ripetere in altre parti d’Europa e magari negli Stati Uniti, se sarà possibile avere lo stesso livello qualitativo».
A Londra infatti le nostre opere d’arte sono state accolte a dir poco in pompa magna: visite guidate (una, il 20 marzo, tenuta da ), la Sunley Room a completa disposizione (è la prima sala che s’incontra entrando e garantisce dunque il massimo impatto), un sito con una visita virtuale al nostro centro storico e persino un video sulle ricchezze artistiche della città, richiesto, realizzato e pagato – udite udite – dalla stessa National Gallery (e che sarà fra l’altro programmato a bordo del volo New York - Londra di una nota compagnia aerea).
Se poi qualcuno volesse un po’ di numeri, sappia che la National Gallery è visitata ogni anno da 5 milioni di persone. Andando a spanne, in tre mesi la mostra potrebbe essere vista da un milione e 250 mila visitatori. Indubbiamente un buon investimento, non c’è che dire.

«Dobbiamo continuare su questa strada», annuncia Paolo Odone, presidente della Camera di Commercio, «stiamo cominciando a vedere i risultati degli investimenti che la città ha fatto per la sua immagine. Le Monde ci ha dedicato due pagine a colori proprio poco tempo fa. Ma soprattutto ci stiamo creando una serie di “amici di Genova” sparsi nel mondo».
«Anche se non dobbiamo dimenticarci», chiosa Germano Mulazzani, Soprintendente ai Beni Artistici e Storici, «di puntare sul turismo culturale. Bisogna portare a Genova gli storici e gli studiosi: sono loro, silenziosamente, che creano i miti della storia dell’arte. E di conseguenza anche le mode culturali con le loro ricadute turistico-commerciali».


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