Concerti Magazine Giovedì 15 novembre 2012

Zucchero rapito da Cuba: «Il nuovo disco è un viaggio che parte da New Orleans»

Magazine - Zucchero stregato da Cuba, dai suoi ritmi e dalla sua tradizione musicale: esauriti decenni di frequentazioni e prestiti più o meno riconosciuti dalle mille declinazioni della cultura blues statunitense, per il suo nuovo album Adelmo Fornaciari è volato a l'Havana e si è chiuso in studio con il meglio dei musicisti dell'isola. Con ospiti che l'hanno raggiunto fin dal Brasile, come Djavan, una delle voci più note del panorama musicale dell'America Latina.

Quel che ne è uscito è La sesión cubana, un disco che Fornaciari definisce «Un viaggio che va da New Orleans fino a Cuba». Uscirà nei negozi martedì 20 novembre (in contemporanea con Sulla strada, il nuovo album di Francesco De Gregori) e sarà presentato a l'Havana sabato 8 dicembre in un concerto gratuito.
Dell'imminente uscita del disco, del resto, è difficile non accorgersene: il primo singolo, Guantanamera, è in programmazione intensiva un po' ovunque. E per chi se lo fosse perso, il video ve lo proponiamo in apertura dell'articolo.

In puro stile cubano, l'album è stato registrato da Zucchero in vere e proprie sessioni live in studio, tra una schitarrata con la dodici corde, ritmi di cajon, generose boccate di sigaro e stuoli di percussioni caraibiche opportunamente mixate da Michael Brauer.
I musicisti alla corte di Zucchero e Don Was (entrambi produttori del disco) si sono cimentati nella rivistazione di sei successi della produzione del nostro bluesman da esportazione (Baila, Un Kilo, Così Celeste, Cuba Libre, Indaco dagli occhi del cielo e L'Urlo), oltre a sei brani nuovi di zecca e alla cover di uno dei capisaldi della tradizione musicale dell'isola.

La scelta di Zucchero di rimettere mano alla contadina di Guantanamo, traducendola in italiano, appare un tributo dovuto, ma invero un po' scontato: a partire dagli anni Trenta con la guajira e la sua armonia elementare ci si sono confrontati un po' tutti, da Joan Baez a José Feliciano, passando per Tito Puente, Gipsy Kings e Julio Iglesias, fino ai nostrani Banda Bassotti.
La versione che Zucchero dà di questo classico - forgiato dal popolo cubano a partire dagli ottocenteschi versi rivoluzionari di José Martì - è elegante e piuttosto spontanea, ma scorre placida e senza brividi. Una routine di classe (e ci mancherebbe!), ma pur sempre routine.

«La mia musica, come tutti sanno, viene dal blues, dal soul, dal gospel - racconta Zucchero a proposito del suo nuovo disco - Questo progetto è un viaggio che va da New Orleans a Mexicali fino a Cuba. Suoni e ritmi latini, cubani, tex-mex si fondono insieme ballando. Hasta l’asta siempre».
La sesión cubana sarà disponibile in tre versioni diverse per il mercato italiano, spagnolo e latino-ameriacano e internazionale, basando il suo successo con duetti di lusso come quelli con Bebe e Djavan.

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