Magazine Venerdì 8 marzo 2002

Una breccia nella zona gialla

«Questo è un libro fatto di domande. Ci sono delle domande anche nelle risposte delle persone che ho intervistato». Così Checchino Antonini spiega il suo , edito da . Ed è anche un libro che impone di porsi delle domande. Una su tutte: quali sono le prospettive dei Forum Sociali Italiani dopo l’esperienza del G8 di Genova, dell’11 settembre e di Porto Alegre.

Interrogativo che Antonini ha posto a sei rappresentanti di questi forum: Vittorio Agnoletto, Piero Bernocchi, Raffaella Bolini, Salvatore Cannavò, Luca Casarini e Fabio Lucchesi.
La zona gialla non è stata smantellata, spiega Antonini, con la fine del summit genovese. Mentre la zona rossa veniva “smontata come fosse il tendone di un circo pronto ad essere rimontato altrove”, si espandeva oltre i confini di Genova una zona “dove ogni regola veniva rimessa in discussione per impedire che il movimento divenisse contagioso”. Antonini comprende in questa dinamica la legge Bossi-Fini sull’immigrazione, le nuove norme di polizia in funzione antiterrorismo, le riforme della scuola privata e pubblica.

«Ma il movimento ha aperto una breccia nella costruzione del consenso attorno alla globalizzazione». Antonini ne è convinto, e giudica con soddisfazione il dibattito scaturito tra Bruno Pastorino di Rifondazione Comunista, Massimiliano Morettini, presidente di ARCI Liguria e Alberto Zoratti della Rete Lilliput, accorsi a presentare il suo libro all’Assolibro di via San Luca. Si è parlato della crisi dei partiti tradizionali, di una riscoperta della spinta etica individuale che il movimento deve incanalare nell’ambito di un processo politico. E si è parlato – non poteva essere altrimenti – di G8, quando «la mattina del 20 la zona gialla si è trasformata in zona rossa senza preavviso», ricorda Zoratti. E allora questo libro di Antonini vuole essere anche un ammonimento a essere vigili, perché la stessa cosa non accada oggi, a livello globale e planetario.

Zona Gialla
Checchino Antonini
Fratelli Frilli Editori
6 Euro

di Donald Datti

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