Professione informatica - Magazine

Attualità Magazine Lunedì 4 marzo 2002

Professione informatica

Magazine - Siamo agli ultimi giorni del progetto Genov@giovane. Anche "Lavorare", grazie alle vostre testimonianze, è quasi completo. Avete partecipato in tanti e ve ne siamo grati. Ci vediamo a maggio in libreria.


Cristina Cazzulo è una consulente informatica che dopo dieci anni di brillante attività lavorativa da dipendente ha scelto di darsi alla libera professione. L’abbiamo intervistata per scoprire il suo percorso. «Mi sono diplomata analista contabile nell’84. In quegli anni cominciavano già le prime difficoltà per trovare lavoro. Così mi sono buttata nel mondo dell’informatica, settore nascente».

Hai cominciato a lavorare subito dopo il diploma?
No. Mi sono iscritta a un corso regionale, sostenuto dal Fondo Europeo. Poi è arrivato il momento dello stage in un'azienda marittima dove poi sono stata assunta. Ho lavorato lì per dieci anni, prima da semplice operatrice per arrivare a coprire la carica di responsabile del centro di elaborazione dati.
Una bella e rapida carriera.
Sì, ma non solo per le mie capacità, anche grazie al ricambio generazionale. Molti colleghi più anziani sono andati in pensione. Poi è arrivata la maternità e a quel punto ho dovuto fare una scelta. Se si è responsabili, l'orario è infinito e la disponibilità deve essere molta, il che non poteva più funzionare con la nascita di un figlio. La soluzione era: consulenza.
Una scelta indovinata?
Sì, senza dubbio. Oggi non esistono più grandi centri di elaborazione dati all’interno delle aziende. Si chiama sempre un consulente: per un consiglio di acquisto, per la ricerca del prodotto migliore, per l’automatizzazione degli uffici, per la realizzazione di un programma. Io mi occupo di tutte queste cose e anche dello sviluppo di piccoli software.
Come ti trovi in un ambiente prettamente maschile?
Era una ambiente quasi esclusivamente di uomini quando sono entrata. Ma io ero già preparata, avendo lavorato nel porto, e in particolare a Gioia Tauro. Dunque non ho avuto mai grandi difficoltà.
Lati positivi e negativi della tua scelta?
Di certo potersi gestire l’orario di lavoro è un gran vantaggio, anche se non è detto che si lavori di meno. Il lato negativo è procacciarsi il lavoro e dover insistere per essere pagata altrimenti i soldi non arrivano mai. Un altro fattore positivo: i complimenti per un lavoro ben fatto vanno solo a te. Quando sei dipendente, invece, al massimo ti dicono “va bene” e intanto il direttore si becca le lodi e i complimenti. Poi, da dipendente, lo stipendio è sempre lo stesso, invece da consulente con il tempo guadagni di più.

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