Magazine Venerdì 2 novembre 2012

Dan Simmons come Orwell e Bradbury nel romanzo 'Flashback'

Magazine - Immaginate una sostanza - una droga - che sia in grado di far rivivere i ricordi migliori. Chiunque, in un momento di crisi, potrebbe scegliere di rifugiarsi in pensieri felici, di quelli che fanno volare.

Se la crisi non fosse personale ma collettiva, quale sarebbe l’impatto di una simile via di fuga? Questa è la questione da cui parte Dan Simmons con il suo romanzo distopico: Flashback, edito da Fanucci Editore (585 pp, 9.90 Eu). L’autore di Hyperion, capolavoro assoluto di fantascienza, disegna un futuro possibile, cupo, che lo avvicina a giganti come George Orwell e Ray Bradbury.

Siamo intorno al 2030, la crisi economica si è incancrenita fino a decidere il crollo dell’economia degli Stati Uniti. Nuove potenze guidano l’umanità: il Centro America, il Giappone e il Nuovo Califfato nato da Iran e Siria. In questo mondo crepuscolare si muove un investigatore, Nick Bolton, tossicodipendente di Flashback. Deve trovare l’assassino del figlio di un consigliere nipponico, restando possibilmente vivo.

Nei momenti di crisi, storici, scienziati e analisti di varia natura hanno difficoltà a raccontare quello che vedono tradotto in cifre e grafici. Il valore di 1984 o di Fahrenheit 451, ma anche di V per Vendetta di Alan Moore, è l’idea che danno di un mondo nel quale i totalitarismi sono realtà concrete con cui fare i conti. Orwell analizza la degenerazione dei media, Bradbury ipotizza l’azzeramento della cultura, Moore racconta un mondo nel quale la rivoluzione non è una scelta, ma una necessità.

In questo contesto, Simmons propone un progetto analogo, una distopia nella quale il protagonista non è un mondo ideale, ma quello nel quale tutto è andato male. Flashback, crudo e politicamente scorretto, fotografa le contraddizioni del nostro presente. È un libro politico, perché sono politiche le scelte che facciamo ogni giorno.

Il romanzo è la fotografia di un mondo eventuale, una metafora usata per analizzare alcune delle scelte fatte da chi ci governa: dal welfare al disarmo, passando per Obama e l’Unione Europea; dal rapporto con l’Islam al declassamento finanziario. Mano a mano che si prende confidenza con un mondo nel quale, citando l’autore, «è piovuta ogni merda» aumentano le domande sul nostro avvenire.

Simmons mostra un’ipotetica funzione algebrica che nel nostro presente si sta delineando: «Siamo di fronte a un bivio – urla dalle pagine del libro –  quale direzione vogliamo prendere?». Un detto cinese dice: che tu possa vivere in tempi interessanti. Per qualcuno è una sfida, per altri è una maledizione. Per noi è semplicemente il presente.

di Francesco Cascione

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