Una nuova compagnia teatrale - Magazine

Teatro Magazine Mercoledì 27 febbraio 2002

Una nuova compagnia teatrale

Magazine - La Waltersteiner è una nuova compagnia teatrale tutta genovese.
A presentarla alla città i suoi giovani fondatori: Clemente Tafuri, David Beronio, Elisa Beronio, Gianluca Oggianu, Nadia Quadrelli, Roberto Bobbio, Veronica Righetti e Felice Siciliano. Una nuova realtà che, bandite le formalità, si è offerta in medias res, ovvero a partire da un estratto dello spettacolo “Visioni”. Un debutto in società che andrà sulla scena a partire da giovedì 28 febbraio con una tournée nei locali del centro storico della versione ridotta. "Visioni", nella forma integrale, calcherà il palcoscenico del Teatro Albatros di Rivarolo da venerdì 1 a domenica 3 marzo (prenotazioni 010 7457391), e dall’8 al 9 maggio sarà al Teatro Garage.
“Lo scopo della compagnia”, spiegano Tafuri e Bobbio, “è il raggiungimento di una sintesi tra i diversi linguaggi artistici (letteratura, cinema e musica) senza creare eccessive mediazioni”. Alla base del gruppo, una forte diversità tra i componenti per quanto riguarda gli ambiti artistici di provenienza. “Un’altra caratteristica”, continuano, “è la volontà di autonomia nella produzione dei testi ma anche degli spettacoli”. In "Visioni" tutto è originale: le musiche sono di Gianluca Oggianu, musicista e compositore, i testi e la regia di Clemente Tafuri e David Beronio.
Un atteggiamento indipendente e intraprendente caratterizza questo gruppo di ragazzi appena nato, che giova di una felice ed efficiente organizzazione dell’ufficio stampa da parte di Veronica Righetti e Felice Siciliano. Anche dal punto di vista della didattica, i ragazzi si sono dati da fare attivando un laboratorio, per quest’anno semestrale (e dal prossimo anno biennale) che, alla fine di aprile, presenterà uno spettacolo finale dedicato all’antologia di Spoon River.
Localizzata a Ponente (sede in via Laviosa 20r, 338 9750256), la compagnia non si sente legata al territorio, ma intende proporre un discorso più ampio.
E il nome? “È ispirato ad un film (mediometraggio) di Werner Herzog su uno sciatore acrobatico, La grande estasi dell’intagliatore Steiner (1974)", spiega Tafuri e continua “in questa ma, in generale, in tutta l’opera di Herzog, il gruppo trova l’ispirazione per una logica di approfondimento, sui caratteri fondamentali dell’immagine, della poesia, del suono e dell’idea dell’uomo nello spazio”.

it.geocities.com/waltersteiner/

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