Concerti Magazine Mercoledì 10 ottobre 2012

Celentano fa il bis: 'Rock Economy' fa ascolti record, ma lui dimentica le parole

Magazine - Adriano ha fatto il bis. Il secondo dei due concerti-evento Rock Economy all'Arena di Verona, trasmesso in diretta da Canale 5, ieri sera martedì 9 ottobre, ha fatto il botto di ascolti, superando addirittura la prima serata. A guardare Celentano in tv sono stati 9.338.000 spettatori nella prima, 9.124.000 nella seconda e 8.653.000 nella terza parte: una media del con il 32,8% di share con punte addirittura il 40% nella parte finale.

Grazie, forse, a un altro pubblico, più popolare e meno d'elite, la serata è stata percorsa da più entusiasmo alla buona. Il Molleggiato è apparso meno pallido, meno teso, più mobile. Come se avesse ritrovato la strada di casa dopo 18 anni.

Il concerto è iniziato con Mondo in mi7, brano del 1966, che ha infiammato i dodici mila spettatori che attendevano Celentano all'Arena di Verona. Poi, una carrellata di titoli che hanno fatto cantare diverse generazioni di italiani: da Il ragazzo della via Gluck a Pregherò (entrambe giò interpretate nella prima serata), da Azzurro a L'arcobaleno, dall'ecologica Cammino, fino a Ti penso e cambia il mondo e Una carezza in un pugno, cantate con l'amico Gianni Morandi, che poi da solo si è esibito in una toccante versione di Caruso, con la dedica all'amico Lucio Dalla, cui tutta l'Arena dedica una lunga standing ovation. Poi insieme, ancora per Lucio, i due hanno interpretato Ora sei rimasta sola.
Tra una strofa e l'altra Adriano prova a molleggiare come se gli anni non fossero passati. Il pubblico applaude, i fan sono in delirio. E lo perdonano anche quando si dimentica le parole delle canzoni.

Non poteva mancare anche in questo appuntamento, il sermone di Adriano, che invita a fare tutti uno scatto, a svegliarci dal torpore e a unirci, per fare tutti insieme una rivoluzione in nome della bellezza, perchè «l'epicentro della crisi è in ognuno di noi». E in questo cambio di rotta «anche i ricchi ci aiuteranno». Un monologo dove il tema dominante è stato ancora una volta la tutela della natura. Ma con accenni alla realtà delle città: «Pensate, un'intera nazione che sogna. Se si è in tanti a sognare, non c'è sogno che non possa realizzarsi». La tirata è lunghissima, ma il pubblico ascolta.

Anche dopo la seconda serata, non potevano mancare le polemiche e i numerosi commenti, soprattutto su Twitter. Accontentare tutti è impossibile, e se tutti sono concordi nel ritenere giusta e meritevole la decisione di rendere omaggio a Lucio Dalla, molti criticano il fatto che a cantare Caruso sia solo Morandi, mentre per molti il monologo era troppo lungo, ma, come diceva Oscar Wilde, bene o male, purchè se ne parli, e il Molleggiato lo sa bene.

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