Ottobrino‑Giorcelli in scena al Modena - Magazine

Ottobrino‑Giorcelli in scena al Modena

In alto da destra Aldo Ottobrino, Marco Giorcelli e Pietro Fabbri

U.N.O.
Monologo di Marco Giorcelli e Aldo Ottobrino
regia Aldo Ottobrino
scene e costumi Emanuela Musso
luci Marco Giorcelli
ombra Pietro Fabbri

Teatro dell’Archivolto solo il 26 febbraio 2002 ore 21

L’anno scorso , quest’anno U.N.O.
Sono i due testi scritti a quattro mani da Marco Giorcelli e Aldo Ottobrino. Due giovani cresciuti nel mondo del teatro, Aldo come attore, Marco come tecnico che, dimessi i tradizionali panni, si sono lanciati nell’impresa della scrittura per un teatro alla portata di tutti.
U.N.O. ha debuttato per la prima volta a Sestri Levante, all’interno del Festival Andersen (estate 2001). La settimana scorsa era a Milano allo Spazio Umano e ora, per queste traverse vie, è arrivato anche in città.
Abbiamo incontrato Aldo e Marco per sapere se e cosa è cambiato nel testo e, ovviamente, nello spettacolo dal debutto di Sestri. “Abbiamo fatto alcune modifiche”, raccontano, alternandosi a parlare. “Abbiamo aggiunto alcune parti e posticipato altre. L’inizio, per esempio, è cambiato. Nella nuova versione si spiega la difficoltà a comunicare del personaggio.” Anche a livello scenografico alcune cose sono cambiate a partire da Milano, dove è arrivata in scena l’acqua, che per Genova non è più prevista, ma altre saranno le novità: “Lo spazio (ndr Teatro Modena) è enorme e quindi tecnicamente possiamo curarlo di più”.
Marco e Aldo parlano di questa loro esperienza comune in estrema armonia. Dove si chiude il discorso del primo, riprende e completa il discorso il secondo, con uno strano effetto di profonda identità tra i due.
Come è detto anche nel cartoncino di presentazione, U.N.O. non è un monologo, ma piuttosto un dialogo tra un uomo e il suo pianeta. Marco lo definisce “un racconto” e spiega come sia stato eliminato tutto il superfluo. “È uno spettacolo sulla solitudine. È una versione fantascientifica della solitudine. Una condizione condivisa da molti, forse tutti. L’abbiamo raccontata attraverso una metafora assurda per parlare di un comune e condiviso non vivere quotidiano.” Non vivere? Cosa intendente? A rispondere è Marco: “Un eterno convivere con i sogni dell’infanzia, portati fino alla maturità e lì né confermati né realizzati. Un vivere che trattiene nel cassetto questi sogni e non lotta per ottenerli. Ci si crea un piccolo giardinetto, un’isola felice, stando bene attenti a non guardare l’erba del vicino”.
Ma quanto c’è di Marco e Aldo, giovani del teatro, dentro ad U.N.O. “Ci rappresenta al 100%”, dice Aldo, “L’utopia del personaggio, per esempio. È un testo che rappresenta, allo stesso tempo, anche la maggior parte delle persone”.
Intanto nel cassetto resta Reduci. Altro lavoro scritto a quattro mani, che prevede sei personaggi, ancora in cerca di un palcoscenico. Mi garantiscono che nel cassetto non è che l’hanno già fatto tradurre in francese e spagnolo e spedito in varie e possibili situazioni, tra cui concorsi e teatri.
Comunque, dopo U.N.O., si torna nei ranghi. Aldo sarà a Roma, come attore, in una rassegna di teatro contemporaneo inglese. Marco, invece, segue il destino e la tournée di Pinocchia, con la Finocchiaro in giro per l’Italia.

U.N.O. è andato in onda su Radio Babboleo nella trasmissione “...E allora no!?” e sarà in TV su Telecittà mercoledì 27 febbraio.

Fotofinisc e U.N.O. sono pubblicati per intero su:
www.arlequine.com/arlequine/teatro

Di Marco Giorcelli si possono leggere sul nostro sito anche alcuni racconti inediti:




E un breve scritto che contiene

In basso la locandina dello spettacolo, un omaggio alla famosa collana di fantascienza di libri Urania

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