Magazine Giovedì 14 febbraio 2002

Un aerosol per combattere il mal d'amore

Una performance per combattere il romanticume di .
«Era prevista una tormenta di neve in città. Ma l’ho posticipata così siete potuti venire tutti». scherza a fare lo sciamano, l’uomo della pioggia, presentando l’ultimo appuntamento della rassegna Alfabeto Onirico al Foyer del Teatro della Corte. «Che capita in questo infausto giorno, che è la festa degli innamorati e anche il compleanno di mio fratello».

Clima informale e poesia, per non prendersi troppo sul serio e prendersela un po’ con la retorica da Baci Perugina. «Gli psicanalisti dicono che si scrive per ringraziare qualcuno o per vendicarsi. Ebbene, io non devo ringraziare nessuno». Vivianne Campi scaccia ogni dubbio su come la pensi riguardo alle questioni di cuore, e si lancia nella lettura di due testi corrosivi sul rapporto di coppia. Conclude con una poesia in francese, che illustra tutti i posti dove si può lasciare un uomo.

Più compassato Gigi Boero, mentre Matteo Rossi, autore della performance più convincente, ammette di essere un ipocrita: «Anch’io ho regalato le mie rose stamattina». Anche Paolo Orlandini, alla sua prima lettura («sono nervoso» dice, e si lascia andare a discorsi un po’ sconclusionati), ha una ragazza, ma è lontana, e quindi ha un buon motivo di prendersela con San Valentino.

Ma di amori lontani e amanti sfortunati è piena la letteratura. Max Manfredi, nell’insolita veste di poeta («ma nel mio caso la differenza tra l’essere cantautore e l’essere poeta è solo nella chitarra»), ne scova uno particolare. È Dracula, che, respinto nella nativa Transilvania (dove “o uno nasce morto, o comunque dopo poco…”), cerca consolazione in occidente. E Manfredi diffida il conte dal venire a Genova, notoriamente città poco viva: “vi immaginate un non morto in mezzo agli zombi?”. Rifiutato (dalle donne, dalla società, dal mondo) è anche Pozzani nella sua Sono, mentre Marino Giusti («un nome una garanzia», lo presenta l’anfitrione Pozzani) canta un amore fisico fatto di pieni e di vuoti, di schizzi e insomma, si capisce il tono decisamente poco alla Peynet.

Tono che mantiene anche il gruppo Aliastoria, che si presentano mascherati e un poco sgangherati, con un testo nel quale rimbalzano pretese di follia e donne che sono “tutte bocca e culo”. E finiamo con il video di , Quando finisce un amore. Foto in bianco e nero e didascalie piene di ironia che ci spiegano come vanno certe cose: “quando finisce un amore ci sono quelli che cercano di uccidersi con l’ossido di carbonio. Ma usano la benzina verde, e praticamente si fanno l’aerosol”.
di Donald Datti

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Oggi al cinema

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