Magazine Martedì 28 novembre 2000

Incontro con Carmen Covito

Ho partecipato a un weekend su un corso di scrittura cui era presente Carmen Covito, scrittrice italiana diventata improvvisamente famosa con "la bruttina stagionata", da cui è stato tratto anche un film. Film interpretato dall'attrice genovese Carla Signoris.
Carmen è stata molto disponibile a rispondere alla mole di domande di un gruppetto di aspiranti scrittrici avide di sapere come si fa a pubblicare un libro.
Carmen decide di iniziare a raccontare la sua storia dall'inizio. Risale a quando, ragazzina, scriveva brevi romanzi polizieschi ambientandoli in un'America assolutamente fantastica. Riempiva quadernetti che poi cuciva insieme tra loro con una copertina nera. Scriveva a scuola nelle ore di matematica. Risultato? "Alla fine dell'anno trovavo un sacco di quattro in pagella, però avevo terminato i miei tre piccoli romanzi!", racconta la scrittrice alle sue fans. Aveva solo 14 anni ma già voleva scappar via dalla sua piccola città vicina a Napoli.
A 16 anni scrive un romanzo con la macchina da scrivere, lo invia ad una casa editrice del lontano nord. Il manoscritto ritorna indietro con una lettera di accompagnamento (cosa che oggi non accade proprio più! -sottolinea). Grande delusione, ma una prima lezione: bisogna scrivere di ciò che si conosce. E allora basta con la lontana America dove Carmen non era mai stata.
Gli anni passano e la piccola Carmen diventa adulta. Ora non fugge più solo attraverso i libri, ma anche con le sue scelte di vita, così sposa un giapponese e entra in contatto con una cultura sconosciuta. Per un po' non scrive più: insegna ma sente che l'istruir marmocchi non è la sua vera vocazione. Inizia a collaborare con alcuni giornali e scrive sceneggiature di fumetti. Poi le capita un’occasione che si rivela determinante: intervista Aldo Busi e il gay della letteratura italiana rimane folgorato da Carmen e dalla sua perspicacia. Diventano amici inseparabili.
Carmen sottopone "La bruttina stagionata" a Busi. E il "più bello e il più bravo" tra tutti gli scrittori, il Casanova d'eccezione, rimane ancor più colpito dall'amica Carmen. "Ho inviato la tua bruttina al mio editore e te lo pubblica", così Aldo avverte la sua nuova amica. "Prima mi venne un attacco di ridarella, poi andai a letto in catalessi, poi mi agitai travolta da mille emozioni, alla fine... mi ubriacai", racconta Carmen.
Quanto c’è di autobiografico nei suoi libri? Carmen non ama la scrittura puramente autobiografica, le confessioni in prima persona. Tutti i suoi personaggi hanno qualcosa di lei ma nessuno è solo lei. Vive la scrittura anche come forma di evasione ma è convinta che “ognuno mantiene le sue nevrosi anche dopo averle scritte, il fatto di tirarle fuori non le risolve”.
Ed ecco qualche consiglio per gli aspiranti scrittori: “La scrittura deve essere autentica: ciò non significa che si debba sbrodolare fuori tutto ciò che ci passa dentro, ma saper trarre dalla realtà delle vere emozioni e poi trasferirle ai personaggi. Ma noi siamo fatti anche di tutti i libri che abbiamo letto e interiorizzato. Penso a Jane Austen: esperienza di vita ne aveva pochina, ma ha saputo trasporre nei suoi libri valanghe di emozioni e sentimenti grazie anche a tutto ciò che aveva letto”.
Ad alcuni autori capita che dal proprio libro venga tratto un film: è successo con “La bruttina stagionata”. Per Carmen è stata un'esperienza positiva. Fatto insolito: lei stessa ha consigliato il regista a scostarsi dal romanzo. Sullo schermo la Covito ha trovato i suoi personaggi che facevano cose diverse: questo l’ha divertita e commossa allo stesso tempo. “Ho creato un Frankenstein che poi ha iniziato a camminare con le sue gambe” ci racconta ridendo.
E per finire una domanda di rito: le sue letture? "Jane Austen, Colette, molta letteratura straniera. Leggo di tutto, poi magari dimentico quello che non mi piace”
di Annamaria Tagliafico

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