Tre francesi nei teatri di Genova - Magazine

Teatro Magazine Lunedì 11 febbraio 2002

Tre francesi nei teatri di Genova

Magazine - Cambio di programma.
L’avaro di Molière debutta stasera (lunedì 11 febbraio, in scena fino al 18) e così le prime di domani, (martedì 12) nei teatri della città, sono solo due. Alla Tosse ritorna il nipote di Chaplin, James Thierrée, con La Simphonie du Hanneton (repliche fino al 16). Mentre al Teatro dell’Archivolto, si concede per una sera soltanto (ultima tappa della tournée italiana) il Woyczeck del Théâtre de Bretagne.

Una settimana tutta francese dunque per quanto riguarda le regie.
Jérôme Savary (franco-argentino) alla guida di un gruppo di interpreti italiani, James Thierrée e Josef Nadj (franco-ungherese) con le loro compagnie.
Tre generi completamenti diversi in vista: un classico letto con spirito contemporaneo con particolare ricchezza di invenzioni giocose. Un teatro-circo, che mescola una lunga tradizione con interventi di grande qualità, già largamente applaudito l’anno scorso. E il muto Woyzeck, denso di poesia e suggestioni per un lavoro di confine tra danza e teatro da uno dei più interessanti artisti del panorama coreografico contemporaneo.

Un cambio di programma, dicevamo per il Teatro della Corte, che ha anticipato a lunedì 11 il debutto dell’Avaro nella versione italiana di Luigi Lunari (una coproduzione Nuovo Teatro e Théâtre National de Chaillot). Guidati dalla regia e dalle scene di Jérôme Savary, Alessandro Haber e Simona Marchini (con accanto Maximilian Nisi, Marcello Romolo, Daniela Zanchini, Paolo Briguglia, Ada Totano, Vito Facciola, Roberto Salemi, Patrizia D'Antona, Giorgio Li Bassi, Carlos Pavlidis) ricostruiscono in modo insolito uno dei capolavori della letteratura francese di fine seicento (costumi Michel Dussarrat; musiche Gerard Daguerre). Così ne parla il regista: È un'opera tanto universale, quanto atemporale. Potrebbe essere rappresentata in qualunque epoca visti i temi che tratta: l'avarizia, i rapporti padre-figli, la cattiveria, il dispotismo sono cose presenti oggi come ai tempi di Molière. Non ho voluto mettere in scena L'avaro in chiave moderna, ma ricordarne al pubblico la modernità. Se si fa eccezione per qualche arcaismo (raro) nella lingua, le frasi sono molto attuali, e i dialoghi tra Arpagone e i suoi figli potrebbero essere stati scritti da Ibsen o da Cechov. Noi abbiamo lavorato in questo senso, gettando un ponte tra l'epoca di Molière e la nostra, cercando similitudini tra due periodi a prima vista lontani, ma invece così vicini. Abbiamo molto improvvisato e molto riso durante le prove. Spero che questo piacere possa essere trasmesso anche al pubblico.

Abbinato allo spettacolo L’avaro, per la serie “Le Signore del Teatro” (Associazione Culturale “I Buonavoglia” e Lega Tumori), mercoledì 13 febbraio, l’incontro con Simona Marchini, in un’intervista condotta dalla giornalista Laura Guglielmi - ore 17.30 nel Foyer del Teatro della Corte.
Anche al teatro dell’Archivolto, lunedì 11 alle ore 18, incontro per il pubblico con il regista Joseph Nadj.

Nelle foto Jérôme Savary (piccola), James Thierrée (media), Giorgio Haber e Simona Marchini nell'Avaro (foto grande sopra) e Joseph Nadj (foto grande sotto).

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