Magazine Sabato 9 febbraio 2002

Un ragazzo innamorato

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Magazine - Cara Antonella, leggo mentelocale tutti i giorni. È un sito che mi piace e che un po’ mi rappresenta.
Ti ho seguito fin dall’inizio e forse sei stata un po’ cattivella con un alcuni maschi che ti hanno scritto in precedenza, però il tuo modo di dire le cose mi piace e quindi mi arrischio a raccontarti la mia storia.
Ho ventun anni, sono studente, vengo dalla provincia, ma vivo nei vicoli di Genova insieme ad altri compagni di corso. Ho avuto diverse ragazze ma ora ho una fissa in testa. Una donna sulla quarantina abita nel palazzo di fronte, vive da sola e frequenta parecchi uomini. Mi piace da impazzire, mi fa sangue. Dalla prima volta che l’ho vista cucinare con solo la vestaglia addosso, mi sono accorto che la volevo. Non riesco più ad andare con altre ragazze da quando lei si è accorta che la spio e sembra ricambiare il mio interesse. Mi sorride, mi guarda, ma non ci siamo mai parlati.
Tutte le sere aspetto che torni e la guardo muoversi per casa. Ho anche iniziato a masturbarmi pensando a lei. Non penso di essere malato e so cosa chiederti. Io penso che tu abbia più o meno la sua età, dai 35 in su. Sono sicuro che lei è interessata da me, ma sta aspettando che mi faccia coraggio e la approcci, per strada, affacciandomi alla finestra o non so come.
Lo farò senz’altro, ma qual è il modo migliore? Un mazzo di fiori oppure le suono al citofono? Tiro un sassolino alla finestra? Tu come preferiresti?
Avrai senz’altro tante persone a cui rispondere, ma come vedi so aspettare.
Jack l’innamorato.

Caro Jack, mi chiede molto. Perché –come quasi tutti quelli e quelle che mi scrivono- offre pochi dati. Parla di sé, ma non di lei. Si sarà pur fatto un’idea dei gusti della signora: come si presentano i suoi innamorati? Con i fiori? allora lei provi con i cioccolatini. Crede che apprezzerebbe un approccio per interposto citofono? allora le scriva un biglietto (non una dichiarazione, due righe sintetiche, un po’ da studente, che so su ciò che prova quando apre le persiane la mattina, come la sua vista le cambi la giornata ecc.). Insomma, cerchi di sorprenderla e, contemporaneamente, di intenerirla. Mi immagino che le fantasie di una quarantenne a proposito di uno studente siano di questo genere. A meno che non siano semplicemente fantasie erotiche –cioè come le sue, almeno per il momento- in questo caso potrebbe anche essere lei a provocare il primo contatto.
Per concludere le propongo il più infallibile degli approcci: un bell’appostamento al ritorno dalla spesa e la proposta di aiutarla a portare i pacchi. Niente di meglio, viste le scale dei condomini nel centro storico… ma, mi raccomando, non la faccia sentire una vecchietta soccorsa dallo scout! Auguri!

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di Antonella Viale

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