Magazine Lunedì 20 novembre 2000

Invisible Monsters, Chuck Palahniuk

Magazine - “ Inoltre il mio idratante è una soluzione di materiali fetali sospesi in olio minerale idrogenato. Con questo voglio dire che la mia vita è incentrata su di me.”Non c’è pietà in Palahniuk. Non ce n’è mai stata. E’ con questa completa assenza di pietà che “Fight Club” ha stupito il mondo e consegnato alla gloria un nuovo scrittore. Peccato che il film sia meglio del libro. Ma non si può avere tutto, non al primo romanzo, almeno.Perché “Fight Club” è il romanzo d’esordio di questo americano dal nome impronunciabile, subito seguito da “survivor”, di un anno fa. Esce adesso in Italia “invisible monsters”, la sua ultima fatica . L’ho comprato con la famelica curiosità di chi ha fiutato un grande talento ed altro non spera se non di vederlo crescere. Perché Palahniuk è bravo, è veramente agghiacciante, estremo ma credibile. Ed è un estremismo raffinato, non perde tempo con spargimenti di sangue, assassini seriali e via discorrendo. Lui è più sottile, cerebrale e spietato. Palahniuk ce l’ha con il mondo. Almeno quello cui appartiene, l’America, il consumismo. E lo fa a pezzi, mette a nudo tutto il marcio, senza compassione, con vera, originale cattiveria.E poi scrive bene. Ti inchioda, è veloce ma sa dove rallentare, ha polso. E’ del tutto padrone della struttura narrativa. Tutto scorre nel più godibile dei modi.Purtroppo, nonostante tutte queste doti, “invisible monsters” è una delusione.Già dalla prima scena il racconto è già visto. Si parte dall’apoteosi finale, per abbagliare il lettore, e poi si scava nel passato. Stratagemma stranoto e identico in Fight Club. Ed è proprio questo il difetto del libro. A Fight Club non aggiunge niente, anzi qualcosa manca. IL fatto che questa volta la protagonista sia donna non camba le cose. In più, mano a mano che ci si avvicina alla fine, i segreti disvelati si fanno quasi ridicoli, le ultime pagine una farsa.C’è qualche perla qua e là, ma non vale l’acquisto. Si dice che “invisible monsters” sia una riscrittura del primo libro di Palahniuk, libro che per l’appunto non era riuscito a pubblicare. Questo spiegherebbe tutto.

di Fabrizio Casalino

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