Concerti Magazine Domenica 3 febbraio 2002

Il compleanno di Ivano

Magazine - Così non s’era mai visto. Giacca, cravatta e pettinato.

Con tre mesi e quattro giorni di ritardo Genova ha festeggiato i cinquant’anni di grazie al .

Porte aperte per tutti al Carlo Felice, sabato 2 febbraio, dalle 21.00, in platea musicisti, scrittori, giornalisti, registi. Amici che in qualche modo hanno accompagnato la storia artistica di Fossati. In apertura La banda italiana di Riccardo Tesi, musica popolare in viaggio per il Mediterraneo. E, sempre presente, l’amico Fabio Fazio pronto a districarsi tra i ricordi, gli aneddoti, le timidezze di chi ha raccontato un Fossati inedito: tic, manie, debolezze di un cantastorie solitario.

Tra gli ospiti saliti sul palco, Lele Luzzati, che ha ricordato la collaborazione del giovane Fossati con il Teatro della Tosse; Fernanda Pivano che ha regalato a Ivano la lettura di Lindberg e l’augurio di stare sempre lontano dalle guerre e vicino all’amore; e Gad Lerner che appollaiato su uno sgabello troppo alto ha chiuso la prima parte della serata con un'intervista…«invecchiare bene per me vuol dire rimanere attento a me stesso e al mondo che mi sta intorno», dice Fossati «a un amico, proprio qualche giorno fa, ho ordinato di abbattermi il giorno in cui mi vedesse con un berretto da baseball calato sulla testa. Rimanere acceso è quello che voglio» E poi parla di Genova, del suo amore per una città vissuta da lontano, amata dal mare. Sfata la sua fama di cantautore inavvicinabile, colpa di foto che per anni lo hanno ritratto imbronciato: in «realtà non rido per nascondere i miei "denti da coniglio"».

Ma una grossa parte della serata si è svolta in platea, con gli auguri di Oskar Prudente, Piero Cassano dei Matia Bazar, Dori Grezzi, Vittorio De Scalzi dei New Trools, Claudia Mori, Carlo Mazzacurati, gli Yo Yo Mundi, i Quinto Rigo, i Dirotta su Cuba, Pietro Cheli, Antonio Ricci e Maurizio Malabruzzi, regista di cui è stata proiettato uno stralcio di film-intervista girato su un piroscafo nel porto di Genova qualche anno fa.

Tutti a colloquio con il cantautore che non si è risparmiato confidando pezzi della sua vita e delle sue canzoni.

E poi finalmente è apparso un pianoforte, si è fatto buio in sala, e il Carlo Felice si è riempito delle note di Treno di Ferro, e dalle parole di La musica che gira intorno … e i suoi uomini per niente facili, uomini sempre poco allineati… e poi ancora, La pianta del tè, Buontempo, Vola, Mio fratello che guardi il mare, Una notte in Italia e non manca neppure un saluto a Fabrizio De André con Via del Campo.

Dopo lui e la sua voce, non è rimasto che applaudire, la platea si alzata in piedi, un grosso abbraccio a Ivano e alle sue storie musicali. E a palco vuoto, un gruppo di ragazzi canta il Disertore...

"La cartolina qui mi dice terra terra di andare a far la guerra quest'altro lunedì. Ma io non sono qui egregio presidente per ammazzar la gente più o meno come me. Io non ce l'ho con lei sia detto per inciso ma sento che ho deciso e che diserterò".

Tra cappotti, saluti, baci e strette di mano, ancora qualcuno ascolta.

Prima di uscire torta per tutti, o quasi. Io l’ho rincorsa invano.

Potrebbe interessarti anche: , Vincenzo Spera: «Serve un programma europeo della musica dal vivo» , Don Ciotti, Bollani e Renzo Piano, esempi per il futuro del Belpaese , Sanremo 2018: Leonardo Monteiro con Bianca. Testo e pagella , Festival di Sanremo 2018, i 20 Big in gara e le Nuove proposte , Umberto Tozzi, 40 anni che Ti Amo Live e il tour

Oggi al cinema

Pupazzi senza gloria Di Brian Henson Azione, Commedia, Crimine U.S.A., 2018 Guarda la scheda del film