Magazine Lunedì 21 gennaio 2002

Il mondo in discesa di Matteo Galiazzo

Magazine - Martedì 19 febbraio
presenta Matteo Galiazzo e
il suo nuovo romanzo, Il mondo è posteggiato in discesa
alle 18 alla FNAC (via XX settembre 46/R).

Ecco la nostra recensione.

Vi siete mai chiesti cosa siano quelle gigantesche girandole che fanno bella mostra di sé al Porto Antico, di fronte al Bigo? Matteo Galiazzo ha un’idea tutta sua, e la espone brillantemente nel suo ultimo romanzo, Il mondo è posteggiato in discesa, edito da Einaudi (come i precedenti libri dello scrittore genovese, Una particolare forma di anestesia chiamata morte e Cargo). Secondo Galiazzo, quelle girandole altro non sarebbero che riflettori radar intergalattici, che segnalano la presenza del pianeta Terra alle astronavi orbitanti negli spazi siderali.

Perché questo romanzo è un romanzo di fantascienza. Che sovverte tutte le convenzioni della scrittura di genere: gli extraterrestri sono identici agli uomini e parlano croato, solo che sono delle piante. Galiazzo inventa una sorta di Mars Attack alla genovese, con gli alieni che atterrano erroneamente sul nostro pianeta e sbarcano ai piedi della sopraelevata con l’intento di liberare i vegetali dalla schiavitù dei mammiferi.

Ma Il mondo è posteggiato in discesa è anche una storia d’amore, con venature addirittura gotiche (ci sono dei lupi mannari molto “fighetti”) e una favola morale, una storia di diversità e integrazione. I personaggi hanno nomi strampalati e storie ancora più incredibili: c'è chi vuole dimagrire con l'autoipnosi (e vive di furti) e chi mangia solo carne per solidarietà con il suo bonsai. C'è il disertore croato che si innamora dell'aliena eroinomane. Insomma, è un libro geniale, divertente, pieno di situazioni esplosive, originale (e sicuramente ci sono altri aggettivi entusiastici che non mi vengono in mente). E, soprattutto, è scritto molto bene.

Galiazzo non ha ambizioni da “autore”, in una postilla autobi(bli)ografica ironizza sulla sua passione per i manuali. Dice che in un romanzo ha sempre cercato storie che fossero un pretesto per lunghe descrizioni manualistiche. E che scrive romanzi solo perché non a tutti è dato di scrivere un testo tecnico. Dice che non gli piacciono gli scrittori “secchioni” (leggi , nella quale preannunciava l’uscita del libro), quelli che esibiscono la propria bravura.

E infatti la scrittura di Galiazzo è misurata, senza troppi fronzoli, godibile dall’inizio alla fine. L’unica pecca di un libro del genere è che forse è un po’ breve. Forse la storia avrebbe meritato qualche pagina in più. Ma probabilmente non è verò. È solo che quando ci si trova a leggere un bel libro si vorrebbe che non finisse mai.

Matteo Galiazzo
Il mondo è posteggiato in discesa
I Coralli - Einaudi
10 Euro

di Donald Datti

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