Magazine Mercoledì 16 gennaio 2002

Maschilismo?

Se vuoi contattare Antonella Viale scrivi una email a lapostadelcuore@mentelocale.it

Cara Antonella, questa volta non sei stata sensibile come in altre occasioni (vedi:). Non trovo corretto prendere per il culo una persona solo perché è "frustrata". E allora? Magari la frustrazione proviene da dolori passati, da persone cattive (anche solo involontariamente) che comportandosi in maniera sbagliata ti fanno credere che siano tutte così (e ne bastano due di seguito -lo dico per esperienza adolescenziale- per obbligare ad anni di fatica a risalire la china della fiducia in se stessi). Fatte le debite proporzioni è come prendere per il culo un afghano perché ha paura dei tuoni, senza pensare che magari è perché da bambino quei "tuoni" erano dei missili che gli piovevano sulla testa. Guarda antonella, non so quanti anni hai, ma lo sfogo pubblicato oggi è giusto, per quanto ovviamente un po' caricato. Le trentenni, le mie coetanee, sono oggi per una buona percentuale (non tutte, non la maggior parte, ma davvero una buona fetta, soprattutto fra quelle di una certa casta sociale) così come le descrive l'anonimo di oggi. Fatta la tara delle esagerazioni, il succo è questo. Il maschilismo non c'entra, e così come l'hai usato a sproposito tu sembra sia un'accusa del tipo dàgli all'untore. Solo che non si trattava di un untore ma del bambino che urlava che il re è nudo. Se gli uomini hanno di questi problemi (e molti ce li hanno) sarebbe più democratico trattarli come tali: o solo i problemi delle donne sono importanti? se non sai come trattarli, se questi problemi ti prendono in contropiede perché disegnano una figura di donna-maschilista che non conosci (ma che esiste, in barba ai sacri testi degli -ismi), non starli a pubblicare: è molto meglio un articolo in meno che offendere la stragrande maggioranza dei lettori di mentelocale.

Un saluto da un tuo lettore deluso, Marco

Ho riletto il messaggio di “anonimo”, non si sa mai… Continuo a trovarlo rancoroso, arrogante e supponente oltre che maschilista. Il mio interlocutore non espone un problema, né chiede consigli, descrive –generalizzando- una situazione, il suo punto di vista in proposito e si dichiara soddisfatto della sua vita attuale. Che abbia sofferto in passato mi sembra evidente –infatti lo ha notato anche lei- ma, se ha trovato davvero un suo equilibrio, perché tanta aggessività? perché questo tono da “primo della classe”? è vero che oggi i ragazzi e le ragazze “maturano” tardi, i media non dicono e scrivono altro. Al punto, temo, da legittimare una situazione innaturale. Ora non voglio essere io a generalizzare, magari voi che mi scrivete avete un’occupazione, magari vivete da soli o con la vostra compagna, magari non appartenete alla folta schiera di adolescenti tardivi votati al consumo che si ostinano a campeggiare in casa dei genitori. Se così non è, se siete adulti e vivete come tali, perché non vi siete ancora sbarazzati dei tormenti subiti nell’adolescenza? Lei, Marco, ammette che l’esempio del bambino afgano è un’iperbole. A me pare oltraggioso. L’incontro con un paio di ragazze calcolatrici e “maschiliste” –ne esistono, non l’ho mai negato- non è paragonabile in nessun caso a uno choc da bombardamento. Quindi non mi scuso, non cambio opinione, non mi ritengo poco obiettiva, né incompetente (se serve uno psicoterapeuta -e lo affermo senza ombra di sarcasmo, a volte l’aiuto di un professionista può cambiare la vita- non è a me che dovete scrivere) e sono convinta di non “avere offeso” la stragrande maggioranza dei lettori di sesso maschile (adolescenti tormentati compresi).

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Ormai lo sapete, l’anonimato è garantito. Tuttavia –per motivi tecnici - vorrei che riportaste l’indirizzo dal quale avete spedito anche all’interno del messaggio. In qualche caso (“anonimo”, per esempio), potrei rispondere privatamente. Ciao a tutti, anche ai delusi

di Antonella Viale

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