Magazine Martedì 1 gennaio 2002

Gli auguri di Francesca Mazzucato

Magazine - Buon anno a tutti voi.
A chi naviga distratto, a chi è capitato per caso in questo sito, a chi si è affezionato. Buon anno a chi legge e a chi sfoglia, a chi stampa o a chi scorre le righe sullo schermo luminoso. Buon anno ai lavoratori, agli operai e agli artisti, buon anno sperando che sia migliore, promettente e leggero. Ci sono ancora venti di guerra, minacce e paure, ma anche timide, flebili speranze. Ci sono scenari catastrofici, ma , forse, i germogli di una pace possibile, o, almeno, io li voglio vedere.

Buon anno al neonato governo afghano del presidente Karzai, alle due donne che ne fanno parte, buon anno a Shimon Peres e ad Arafat, buon anno a Gino Strada e a Emergency, alla deputata americana che ha votato contro la guerra. Buon anno alle donne che ancora non si tolgono il burqa perché hanno paura, e a quelle che invece riassaporano la libertà oltre la grata di cotone.
Buon anno ai pompieri di New York, ai parenti delle vittime delle Torri gemelle.
Buon anno al padre di Carlo Giuliani, che ho avuto l’onore di conoscere, con gratitudine e con un inchino, pieno di rispetto. Buon anno a chi è stato bastonato al G8 mentre manifestava, pacifico e sereno, agli avvocati del Social Forum, alle associazioni pacifiste. Buon anno. Col cuore.

Non mi intendo di oroscopi, cabale e previsioni, non so che cosa ci aspetta. Certo che l’anno che abbiamo gettato insieme al calendario, ha toccato e superato ogni limite e ogni orrore, ha risvegliato antichi timori, immagini di apocalisse e paure.
Non so se siamo diventati più attenti e partecipi, consapevoli che tutto quello che accade, anche molto, molto lontano, ci riguarda, ci coinvolge e non si può ignorare, o se siamo solo più paurosi, solitari e xenofobi. Desiderosi di tribunali speciali, pronti ad individuare il nemico in chi non ci somiglia.
Non so se la moneta comune cancellerà i confini reali e anche quelli immaginari, nelle nostre teste, i confini duri da abbattere, fatti di pregiudizi e indifferenza. Buon anno comunque all’Euro, e a noi che ci abitueremo, a questa idea di Europa unita e comune che speriamo non sia solo monetaria. Buon anno agli altri paesi, alla Francia di Jospin, esempio di laicità, buon governo e tolleranza civile. Buon anno al principe ereditario di Norvegia che ha sposato la donna che amava, fregandosene delle convenzioni, a Stephanie di Monaco e al suo domatore, buon anno a chi se ne frega e vive come vuole.

Buon anno ai libri, a quelli già usciti e a quelli che usciranno, profumati, pulsanti di storie e di incantesimi. Buon anno a tutti i lettori, agli scrittori, ai professori che scendono in piazza, agli studenti arrabbiati.
Buon anno ai carcerati e ai giudici del processo Previti, a quelli che hanno indagato sul Lodo Mondadori. Buon anno a Ilda Boccassini, al procuratore Borrelli e a D’Ambrosio e grazie per il loro coraggio, buon anno al sindaco Perìcu sperando che vinca le prossime elezioni, buon anno ai caffè del centro storico, a Piazza Corvetto così maestosa, a tutta Genova, a Bologna, a Marsiglia, a Bastia, a tutte le città che amo, e anche a quelle che non ho mai visto, alle loro strade e ai loro profumi.

Buon anno a quelli che ho nominato e a tanti altri ancora…

di Francesca Mazzucato

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