Teatro nei musei e Regina Carter - Magazine

Teatro Magazine Venerdì 28 dicembre 2001

Teatro nei musei e Regina Carter

Magazine - Lo abbiamo fermato. Lui si è voltato. Ha sorriso. Si è detto stanco. Ci siamo seduti e abbiamo cominciato a chiacchierare.
Ecco a voi Andrea Liberovici e i suoi progetti: in atto e da venire.

Da quale combinazione nasce la stagione di animazione nei musei di Genova di cui sei direttore artistico, Anime & Azioni?
È un’idea multipla. Nei musei genovesi era già partito un programma di animazione.
In concomitanza con la mostra Viaggio in italia, mi chiesero un’azione teatrale, “Viaggio senza viaggio”. Poi con Guido Gandino, Cesare Torre e Walter Bartolozzi ci è venuto in mente di approfondire il discorso sulle azioni commissionando una serie di atti unici ad autori. Secondo la nostra idea, vorremo che il testo fosse ispirato al clima di ogni museo, per uno o due attori e per una durata massima di trenta quaranta minuti. Qualcosa dunque che nascesse dal museo e fosse agito dentro.

E il titolo della rassegna?
Proprio da questo. “Anima” nel senso di cosa fissa che ha una sua magia e che, attraverso l’intervento drammatico, si muove e trova una sua vita nell’azione teatrale.

Nasce così un cartellone teatrale nei musei caratterizzato da...?
...da autori molto diversi, da musei molto lontani per epoca e mondi rappresentati. I testi sono tutti appositamente scritti per l’occasione tranne “Un uomo in grigio”, che è tratto da Centuria di Manganelli, ed è una cosa già fatta per Radio Tre l’anno scorso. Anche “3 storie naturali” di Aldo Nove è un testo drammatico già esistente. “E. Satie” di John Cage è un lavoro particolare che Cage scrisse al posto di un saggio che gli era stato richiesto. Nato in forma di dialogo, questo saggio è in realtà una conversazione immaginaria e informale che interepreteremo, per l’occasione, io (andrea Liberovici) e Edoardo Sanguineti, probabilmente anche scambiandoci le parti.
Altro testo interessante sarà quello di Stefano Sabelli, “Le vie del Budda”. Un percorso per ballerina e percussioni di monologhi tratti dalle culture buddiste. Infine, “Incontro sulla pace” è la visita del Museo Fuji d’Arte Occidentale di Tokio al Museo di Arte Orientale “E. Chiossone” di Genova.

Che futuro prevedi per questa iniziativa?
Sta partend un progetto molto ambizioso che prevede di ripetere il modello ed estenderlo a tutti i musei d’Italia.

Perché fare il teatro in un museo cosa ti attrae di questi luoghi?
Sono, per la maggior parte, luoghi belli e sconosciuti ai più. Credo quindi che ci sia un desiderio di far conoscere e vivere i musei.
Tutto nasce dal G8. Nel suo essere terribile, questo evento mi ha fatto sentire come molti, credo, umiliato e offeso. Ognuno reagisce attraverso quello che le sue possibilità gli permettono. A me è venuto in mente di scrivere una ballata. Poi ho cominciato a riflettere per capire come potevo, nel mio piccolo, reagire e far vedere altri lati di Genova che non si sono viste in quei giorni.
E’ da queste riflessioni che è nato anche l’invito a Regina Carter. Dalla necessità di dare visibilità, sempre in una chiave internazionale, a Genova ma in modo molto diverso dal G8.

Invito che è oggi attesissimo evento...
Attesissimo e controverso. Regina infatti suonerà il cannone e questo per molti è un problema.

Perché
Regina è una donna. E’ nera. E’ una musicista jazz.
Comunque, come Paganini, lei improvviserà e credo che questo farebbe piacere a Paganini, che se vivesse nel nostro tempo potrebbe benissimo essere un musicista jazz e di certo avrebbe pochi scrupoli di carattere conservativo.

Come hai conosciuto la jazzista?
Attraverso il suo pianista Werner Vana Gierig. Lui l’ho conosciuto anni fa, quando ancora neanche lui conosceva Regina. Un giorno poi, l’agente della Carter gli chiese di fare un concerto insieme.
Sembrerà una favola ma è stato tutto un combinarsi di coincidenze.
Dopo il concerto di Werner con Regina, ho conosciuto Regina e mi è venuto in mente di farle suonare il cannone che in America è un oggetto di culto. Una volta in Italia, mi hanno chiesto consiglio su chi lo potesse suonare in un stile diverso. Fatto.
Il concerto del 30 al Carlo Felice sarà un quintetto con una parte centrale solo per cannone e pianista. Sarà trasmesso in diretta su Radio Tre. Le musiche saranno una selezione di pezzi jazz americano dei primi anni ’30.
Vorrei sottolineare la portata dell’evento dicendo che Regina viene appositamente dall’America, dunque questa è la sua unica data in Italia. Inoltre, ha al suo seguito dodici giornalisti di alcune delle più importanti testate americane.

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