Magazine Giovedì 27 dicembre 2001

La porta

seconda parte



Davide aveva fatto la scelta giusta e si era salvato. In realtà Pietro non sapeva, né aveva osato chiedergli, se avesse rinunciato per paura o perché non si sentisse ancora pronto ad affrontarlo. Non aveva importanza tanto non si erano mai più incontrati.
Qualcuno gli aveva detto che aveva cambiato vita, aveva smesso di fare lo spaccone e si era fatto una famiglia, lontano da lì, dove iniziavano le grandi pianure gialle.
La situazione è al limite. Una volta fuori non sa che succederà. Riuscirà a tenere il gruppo compatto o inizieranno ad agire ognuno per conto proprio? Difficile valutarlo prima anche se è proprio questo il punto fondamentale: prevedere tutte le possibilità. Ugo gli è accanto. Sta sudando tantissimo e non parla più. Pietro cerca di rassicurarlo con parole gentili e confortanti ma l’altro sembra esasperato.
Lui e Ugo sono amici d’infanzia. Lontani cugini ed amici fraterni. Avevano sempre vissuto insieme le esperienze formative. Le prime uscite senza i genitori, i primi amori, le zuffe, le amicizie e la vita di gruppo.
Ugo aveva sempre considerato l’altro come un fratello maggiore, imitandolo e seguendo i suoi consigli. Da un certo punto di vista, Pietro era contento che dividessero insieme anche quella esperienza. Li avrebbe resi ancora più vicini, se era possibile.
Il problema è un altro. Il guaio è che Pietro stavolta non riesce ad ordinare le idee. Non riesce a capire come gestire quella situazione. Così diversa da quelle in cui si è sempre trovato. E questo lo fa innervosire. Gli fa montare dentro una rabbia incontrollabile. Vorrebbe dominarsi e far ragionare i compagni per capire le possibilità e le alternative ma è così difficile… Anche lui è assetato, stanco, impaurito. Ugo ha lo sguardo fisso. Se l’è fatta addosso. Pietro è preoccupato perché sente che l’amico non ragiona più. Ha lo sguardo fisso davanti a se, con le pupille dilatate. Pietro lo conosce bene quello sguardo e sa che non porta mai a nulla di buono.
La ragione sta abbandonando anche il vecchio leader e sta lasciando spazio a tutto il resto.
Quando si spalanca la porta c’è rimasto solo quello.
Un oceano di luce e caos li invade.
Pietro schizza fuori seguito dagli altri. Zanne ed artigli scoperti. La criniera irta. Ora solo il sangue lo riporterà alla ragione e, prima del tramonto, Pietro ne avrà versato tantissimo. Anche se sa che questo non lo farà tornare a casa.


Marco Giorcelli

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