Magazine Lunedì 24 dicembre 2001

La parola a Babbo Natale

Prendendolo per le orecchie, abbiamo chiesto a Maurizio Maggiani di farci da Babbo Natale.
Immerso nello shopping più sfrenato dell’ultimo minuto, lo abbiamo colto completo di renne, ma senza barba, tra i banchetti di Campetto che raccoglieva gli ultimi doni.
È stato gentile, molto, considerato il super lavoro a cui è sottoposto in questa circostanza. Sembrava non avere fretta e quei minuti che ci ha dedicato sono sembrati magicamente lunghi.

È vero che ai bambini cattivi non porti niente? Oppure c’è qualcosa di riserva?
Ai bambini cattivi ovviamente il carbone.
Quello di ultima generazione, polacco, che costa più di un diamante.
Comunque non ci sono bambini cattivi, ma solo bambini indisposti per i quali è perfetta la dolce euchessina, come diceva una vecchia pubblicità.

Hai qualche consiglio da dare ai genitori dei bambini più grandicelli e convincerli che tu, Babbo natale, esisti davvero?
Basta un piccolo sforzo. Fra l’altro, Babbo Natale non ha neanche la barba: è la dolcezza è il calore e l’intimità, roba che tutti possono mostrare.

Come hai fatto a memorizzare le letterine con i desideri? Usi il computer?
Ne ho quattro e non demordo.

Hai ricevuto una richiesta impossibile?
No. Non ce ne sono di richieste impossibili. Ogni richiesta è legittima, se espressa nel modo giusto e se corrisponde ad un sentimento.

E un desiderio facile facile?
Neanche questo esiste. Se è facile non è una richiesta, né un desiderio.

Cosa auguri a grandi e piccini?
Di nascere.
Il natale è questo, no?

Grazie Babbo Natale, sei stato gentile a dedicarci il tuo tempo.
E… Tanti auguri, anche a te.

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