Maddalena Crippa si svela alla Corte - Magazine

Teatro Magazine Mercoledì 5 dicembre 2001

Maddalena Crippa si svela alla Corte

Magazine - Tutto al femminile l’incontro-conversazione tra l’attrice Maddalena Crippa e il genovese Umberto Basevi.
Si tratta del primo appuntamento di una serie intitolata Le signore del teatro e organizzato dal Circolo Culturale I Buonavoglia, il Teatro di Genova, la Lega Tumori di Genova in collaborazione con l’Associazione per il Teatro Stabile.

Conoscere un personaggio della scena è sempre un’incognita. Da qualche parte sta nascosta una piccola o grande delusione rispetto alle nostre aspettative. Maddalena Crippa fa eccezione alla regola e affascina il suo pubblico tanto di pomeriggio in un Foyer quanto di sera sul palco. Solo fisicamente è una scoperta. Perché, là in alto sulla scena con l’enfasi delle luci sembra altissima. Quaggiù seduta con noi tra le sedie è assolutamente nella media.

Si comincia parlando del suo spettacolo, Sboom (in scena al Teatro Duse fino al 10 dicembre). “Non è un revival”, afferma Crippa, “infatti non canto le canzoni come negli anni ’60, perché ogni epoca ha i suoi ritmi. Grazie agli arrangiamenti di Alessandro Nidi, rispettosi, ma profondamente nuovi, riesco a riprorre al pubblico testi famosi. In molti mi hanno detto di averli capiti per la prima volta nel loro senso profondo”. Crippa parla dell’umanità contenuta nei testi e tipica dell’epoca, che oggi è sfuggita dal nostro frenetico procedere. Fa un esempio: “Una volta il pazzo del paese andava al bar con gli altri e beveva con loro. Era integrato. E’ questa la storia che racconta Scarpe da tennis. La storia di un barbone che sale sulla macchina di un signur grazie ad uno spirito oggi perduto.
La scelta delle canzoni Crippa racconta di averla fatta insieme a Nidi, seguendo alcune emozioni scaturite dalle canzoni stesse. L’altro criterio che li ha guidati nella scelta è stato l’esigenza di raccontare una storia, il che ha naturalmente lasciato fuori qualche autore”come Gino Paoli”, dice la Crippa, e favorito altri.

Ma come nasce la Crippa cantante? “Ho sempre sognato di cantare. E l’incontro con Nidi è stato decisivo. Mia ha tolto il tappo. Cantare è la cosa in cui mi sento più forte. Mio marito, noto regista di teatro (leggi Peter Stein), l’ho convinto con questo spettacolo. Mi si è aperta una nuova strada. Non ho modelli davanti. Per me recitazione e canto in uno spettacolo sono sullo stesso piano e in entrambi si raggiungono momenti alti”.

Crippa è instancabile, risponde alle domande si dilunga a raccontare episodi e a fare un po’ di polemica sulle sovvenzioni insieme ad alcune signore della prima fila. E’ generosa come nella migliore tradizione emiliana. Nemmeno quando arriva la classica domanda sulla sua storia professionale demorde. “Ho cominciato ai massimi livelli, con Strehler. Ho fatto teatro classico e sono stata alle regole del teatro di regia che ho incontrato. Poi mi sono un po’ stancata e ho cercato un rapporto paritario con il regista. Non mi interessa fare la carriera della prima attrice, passando per i soliti ruoli stranoti: Maria Stuarda, La bisbetica domata, mi sembrano scelte vuote. Mi sento militante di orlando, l’autore dell’Annaspo, e di un percorso ormai intrapreso.”

Ma cos’è il teatro per Crippa e quale futuro ha? “E’ una cosa fragile”, dice, “Ha bisogno di anime che lo creino e lo sostengano come concetto e luogo. Come qui a Genova dove si sente una tradizione che ah educato il suo pubblico. Qui mi commuovo perché sento partecipazione, sento il teatro vivo. Il teatro non morirà mai. Perché è compiuto da vivi davanti a vivi e nient’altro può sostituirlo.”

I prossimi appuntamenti in programma, sempre nel Foyer del Teatro della Corte, alle 17.30
28 dicembre Lucia Poli
6 febbraio 2002 Elisabetta Pozzi
13 febbrario Simona Marchini
15 febbraio Veronica Pivetti
8 marzo da definire
Ingresso libero

Leggi anche la recensione dello spettacolo Leggi l'articolo

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