Weekend Magazine Lunedì 4 dicembre 2000

Le mani in pasta

Magazine - C’è persino chi approfitta del rifacimento di piazza de Ferrari: “Adesso che stanno lavorando si può prendere l’argilla” mi dice Giuliana Poggi “lo sapevi che piazza de Ferrari riposa su uno strato di argilla fossile bellissima, un semi-grès ottimo per lavorare? Ne ho prelevato qualche tonnellata”.
In questo periodo dell’anno Giuliana Poggi si sta dedicando alle figurine del presepe: “sai, è Natale. In genere non lavoro su commissione: dopo tanti anni di professione mi trovo finalmente nella felice condizione in cui ciò che mi piace fare coincide con quello che vuole il mio pubblico. E sennò, pazienza, arrotondo tenendo corsi per il Museo di Sant’Agostino”. L’atelier di via dei Macelli è molto curato, un séparé divide la stanza del lavoro con tutti gli strumenti e il disordine propri di un’artista dalla sezione in cui le opere sono esposte sui piedistalli, con un’illuminazione sapiente. La sua arte veleggia ormai verso l’informale: le opere sono ormai più forme che figure, in tutte si coglie comunque un sapere artigianale antico, a partire dalla terra, che è lavorata sempre in maniera diversa. “Mi piace prepararmi le terre da sola, piuttosto che comprare la creta già fatta”.
In via dei Macelli ha lavorato a lungo anche un’altra artista, che si è da poco trasferita in via Ravecca. È Barbara Milani, ex-hostess che dopo una formazione presso la scuola di ceramica dì Albisola, va a vivere e a studiare a Parigi, nel quartiere di Montmartre. Tornata a Genova, Barbara ha trovato la sua cifra nel dedicarsi ad una sorta di post-naif: la sua produzione è dominata dalla ricostruzione della facciate delle case genovesi, rivissute con ésprit romantico che ricorda un po’ Chagall.
In via della Maddalena si sono concentrati i ceramisti che prediligono il figurativo e in aprticolare che hanno amato il grande Piombino e il suo mondo di santi e angiolini.
“Sono venticinque anni che lavoro la ceramica” mi racconta Luisa Riva “ho fatto prima il liceo Artistico e poi l’Accademia, dedicandomi però prevalentemente alla serigrafia e all’incisione. Nel frattempo andavo a Nervi ad imparare a lavorare la ceramica: alla fine l’amore per quest’arte mi ha conquistato!”
Com’è lavorare in via della Maddalena, non certo un ambientino facile? “Mah, l’inizio è stato difficile, una volta ho trovato anche del sangue sulla saracinesca, ma adesso devo dire che la situazione è molto migliorata. Eppoi per fortuna hanno ricominciato a nascere i bambini, così mi trovo parecchie commissioni”.
A pochi metri da Luisa lavorano Carola Diara e Alessandra Raggi. Il loro è un vero e proprio atelier d’artista, con pennelli e colori dappertutto. In sottofondo, la voce baritonale di Brassens esce calma dallo stereo.
“In molti mi chiedono cose alla Piombino, vedi, lì c’è un Santo. Però mi dicono che li faccio troppo laici, si vede che per i santi non sono tagliata” sorride Carola “il mio artista preferito, diciamo il mio “vorrei se potessi”, resta Arturo Marini”.

Oggi al cinema

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