La Guerra di Pippo Delbono al Duse - Magazine

Teatro Magazine Teatro Duse Martedì 27 novembre 2001

La Guerra di Pippo Delbono al Duse

Guerra
ideazione e regia Pippo Delbono
interpreti Gianluca Ballarè, Bobò, Piero Corso, Armando Cozzutto, PippoDelbono, Lucia Della Ferrera, Fausto Ferraiolo, Gustavo Giocosa, Simone Goggiano, Elena Guerrini, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Marina Mondini, Mr. Puma, Tommaso Olivari, Pepe Robledo.


La regia è in scena, la scena è la regia stessa. L’uomo che manovra altri uomini, li invita sul palco, gli dà il là per un ballo per un gesto per una canzone. Un invito ad esistere sulla scena, non solo del teatro, ma anche della vita.

È lo spettacolo di Pippo Delbono, "Guerra". Una serata a teatro per fare un viaggio. Un percorso nel mondo dove conflitti paure angosce e orrori sono di casa, anche senza lo spiegamento di eserciti. È un continuo partire e arrivare in luoghi diversi dove gli uomini vivono le stesse cose in circostanze diverse. Sofferenze simili, cause diverse. Mali antichi, lacerazioni di ogni tempo.

Sulla scena, costantemente Pippo, la musica e i suoi specialissimi interpreti. Un gruppo stretto da relazioni profonde, che nei gesti parlano di grandi affetti e di dipendenza infinita da questo uomo-orco che, come nel romanzo di Michel Tournier, porta i bambini sulle spalle o per mano.

È lui la scena è lui la regia, è lui maestro d’orchestra e di marionette, che non sono oggetti, ma uomini semplici che di lui si fidano e a lui volentieri, e con dedizione, si affidano. Animati da un grande sentimento, sono uomini semplici che fanno una piccola (ma grande) rivoluzione per il teatro e per chiunque abbia voglia di riflettere. Delbono è la loro ombra. Duplica i loro gesti, li amplifica e li annulla come per renderli comprensibili a dei sordi. Ma i sordi sono tra noi, seduti in platea. I diversi sulla scena descrivono soprattutto la nostra anormalità, la nostra finzione quotidiana, il nostro mascherarci e fuggire, e correre per superare la realtà sgradevole.

La guerra è un grido lancinante che fa male alle orecchie, e qualcuno in platea infatti se le tappa. La guerra è il disordine creato in un salotto borghese che diventa bordello e campo di battaglia, ma soprattutto di soprusi e nefandezze umane e disumane. La guerra è disgusto provocato sulla scena da nudità poco conformi al senso estetico, a gestualità sgarbate, esagerate, che superano il limite e ti guardano. Pippo ci guarda, è questa l’azione in scena, ma anche Bobò (sordo muto) ci guarda e tutti gli altri. Ma chi ricambia lo sguardo non solo capisce, ma viene coinvolto, e la furibonda pazzia che sprigionano i corpi e narrano le parole parla di vero e intrattiene.

È una provocazione, ma è anche e soprattutto teatro. Teatro fatto con gli strumenti di base e minuziosamente orchestrato per farne un buon concerto di uomini, donne, parole, azioni e poesia.

Al Teatro Duse dal 26 novembre al 01 dicembre 2001.

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