Magazine Sabato 8 dicembre 2001

Non ho (più?) l'età

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Cara Antonella,
ho ventiquattro anni e sono ancora vergine. Adesso che l’ho detto mi sembra un’enormità, ma non so se sia un problema da posta del cuore. Quello che non ho detto è che sono un ragazzo, che sono cattolico non osservante, quindi non è una scelta religiosa, che non sono né bello né brutto, ma neppure insignificante. Sono abbastanza spiritoso –le mie battute fanno ridere spontaneamente- e credo di piacere alle ragazze. Che a volte piacciono anche a me. Nel senso che sono un tipo difficile, questo è vero. Vivo in una città di provincia e mi annoio abbastanza: il solito gruppo di amici, poco cinema, discoteca normale, anche le ragazze sono sempre le solite. Le conosco da troppi anni e sono sempre uguali. Almeno qui dove vivo. Non si riesce mai a parlare di niente. Mi trovo bene soltanto con donne che hanno almeno quarant’anni e molto da insegnare. Sono colte, sono intelligenti e spiritose e mi chiedo come facciano a sopportarmi. Forse perché mi occupo dei loro computer e lo faccio gratis. Ma non mi sono mai innamorato di una di loro. Rientrano nella categoria delle “zie”.
Naturalmente ho le mie fantasie segrete e un po’ puerili, ma le ragazze a cui penso sono interessi superficiali. Insomma, sono belle e abbastanza vuote.
Così continuo a studiare, a lavorare un po’ (difficile lavorare a ventiquattro anni) e scrivo. Poesie (un po’ di fiducia, me le hanno pubblicate, non sono il solito grafomane) e a divertirmi abbastanza con gli amici.
A volte mi chiedo se sia davvero un problema, questa verginità, se non sia invece un condizionamento sociale. Ho le mie certezze: cioè so quello che mi interessa e so anche che funziono, e allora? Però comincio ad avere un po’ di paura. Nessuna mi va bene, ma un giorno magari io non andrò più bene a nessuna. Così ho finito per chiederlo a te, se è un problema.

Perceval 77

Perceval, più che un problema lei deve affrontare la paura. Mi sembra che la sua condizione –in effetti abbastanza originale- la faccia sentire disarmato di fronte a persone che, molto più giovani di lei, probabilmente hanno già accumulato una discreta esperienza. Non stima le ragazze che conosce, ma teme di non essere all’altezza delle loro esigenze: un doppio scacco per un ragazzo che ha molte qualità, modestia esclusa. Faccio fatica a credere che in una città –anche se “di provincia”- si trovino soltanto ragazze “belle e abbastanza vuote”. Lei è intelligente e probabilmente colto come afferma, allora affronti la paura, innanzitutto, poi si faccia un paio domande sulle sue aspettative. Mi sembra che desideri una donna con la maturità di una quarantenne e il corpo di una ventenne. Faccia il contrario: cerchi una ventenne –e ce ne sono, di intelligenti e colte, ce ne sono, ma forse vanno più al cinema che in discoteca- con la quale raggiungere la maturità. Quella affettiva intendo.


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di Antonella Viale

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