Magazine Domenica 18 novembre 2001

Cose da donne

Un salotto dove dedicare del tempo a noi stesse, uno spazio per il confronto, dove capire insieme il mondo che ci circonda. È anche questo Artemisia, la libreria delle donne di Genova, spuntata nel cuore del centro storico due anni fa. Non solo bottega ma un posto dove incontrarsi ed incontrare: «Vogliamo dare spazio alle donne, alla loro creatività e necessità di espressione che spesso non trova modo di manifestarsi», mi dice Daniela Vassallo, tra le fondatrici di Artemisia, «in questi ultimi tempi di fermento sociale e politico, ci siamo rese conto di quanto sia importante un punto di vista di “genere” sul mondo e di una rete che unisca le donne».

Artemisia, poi sta anche cercando di diventare punto di riferimento per le donne immigrate, sfruttando la propria presenza nei vicoli. «Scegliere il centro storico è stato naturale dal momento in cui ci siamo poste l’obiettivo di entrare in contatto con le donne immigrate», continua Daniela, «anche se finora, dopo due anni di attività, sono poche le straniere che siamo riuscite a coinvolgere e per lo più si tratta di sudamericane. Le altre sono molto diffidenti».

E proprio a partire dall’impegno nel sociale che ha visto la sua manifestazione più importante con l'organizzazione del meeeting internazionale avvenuto a giugno in occasione del G8, che si è da poco costituito il Comitato per la pace Ipazia.

«Abbiamo intenzione di organizzare iniziative culturali e sociali volte a sensibilizzare le persone contro ogni tipo di guerra, terrorismo, violenza e discriminazione, compresi quelli di un genere sull’altro». Così recita la carta d’intenti dell’organizzazione, e le socie invitato tutti quelli che sono interessati a farsi avanti e partecipare. Tra i progetti di Ipazia c’è anche un’inchiesta tra gli abitanti del centro storico per raccogliere testimonianze e opinioni legate agli eventi bellici che stanno tendendo con il fiato sospeso il mondo dopo l'11 settembre.

Ma cosa cercano le donne che vanno ad Artemisia? «Per lo più hanno voglia di confrontarsi, di conoscere persone nuove. Ma c’è anche chi guarda, sceglie un libro e se ne va», mi dice Stefania Maschio, attrice e membro del direttivo della libreria, «perché qui si vendono anche libri al femminile e femministi, saggi storici e sociali, romanzi, riviste e testi che esplorano l’universo lesbico».

Fateci un salto, proponete le vostre idee, chiedete lo spazio per allestire una mostra fotografica o di pittura, o quant’altro vi passa per la testa. Inventatevi anche voi un modo per essere donna a Genova.


Nella foto in alto: la prima sala della libreria
Nella foto in basso: la vetrina, che si affaccia su via della Maddalena
di Daniela Carucci

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