Non è moda. È Bioedilizia - Magazine

Non è moda. È Bioedilizia

Attualità e tendenze Magazine Venerdì 16 novembre 2001

Magazine - Se ne parla da tempo. “Bio” è di moda ovunque. In primis nel mondo degli alimenti, dove tra una mucca pazza, un seme geneticamente modificato e altre varie bestialità la confusione è tanta e la voglia di “mangiare sano” un bisogno di molti. Bio-etc. è un’esigenza che riguarda tutti nelle cose che facciamo tutti i giorni.

Tra il resto, la bioarchitettura è un fenomeno vecchio come le “canzonette” e oggi quasi dimenticato o considerato prodotto d’élite. Da qualche tempo si è cominciato a parlare anche di bioedilizia. E da due mesi è stato aperto a Genova uno sportello informativo proprio sull’edilizia biologica.
Siamo andati a parlare con Antonio Fabbri, geometra, ideatore dell’iniziativa e convinto sostenitore della possibilità di intervenire con facilità su edifici esistenti per migliorare la qualità del vivere tra quattro mura. Fabbri spiega come la proposta nasca da un suo senso di responsabilità, “Sono anni che studio e seguo la bioedilizia. Avendo girato il mondo, ho capito quanto sia semplice e come basti avere un po’ di volontà per metterla in pratica”.

Ma chi sono quelli che si rivolgono allo sportello informativo? “Non c’è una categoria distinta dall’età”, sostiene Fabbri, “molte sono le telefonate dei curiosi. Ma riceviamo anche molte richieste di persone interessate, tanto che si è creato un vero e proprio flusso di consulenze.” Come si può far fronte a questa sete d’informazione? Fabbri ci racconta che stanno progettando dei corsi di aggiornamento per aziende, tecnici e operatori. Lo scopo è fondare un’associazione no-profit, che si chiamerà Ebio, attiva dal prossimo anno, e che oltre ai corsi, provvederà a diffondere la cultura bioedile attraverso il supporto anche di psicologi. Sul rapporto con la bioarchitettura e il Feng Shui, Fabbri è molto chiaro: “Il loro ambito d’azione è il nuovo, a noi invece interessa intervenire sull’esistente. Teoricamente progettare il nuovo è più semplice. Il nostro intervento prevede piccoli passi che, forse, daranno grossi risultati. Questo è il punto di forza di ciò che io definisco un concetto sostenibile: un punto che dovrebbe preservare il fenomeno dalle mode”. La possibilità che la bioedilizia diventi o dipenda dalla moda per Fabbri è motivo di preoccupazione. “Bisogna fare attenzione al fatto che la bioedilizia non diventi una moda. Noi che la promuoviamo non siamo degli estremisti. Siamo operatori del settore, sensibili al patrimonio umano e dunque convinti dell’importanza di operare con interventi di recupero sull’esistente. Non vendiamo niente e per questo siamo certi di comunicare il nostro punto di vista in modo obiettivo.
Secondo le statistiche la maggior parte delle persone trascorre il 90% del suo tempo in luoghi chiusi. Per questo è necessario pensare ad ambienti che “respirino”. La casa è la terza pelle, se non respira anche noi non respiriamo.” Il connubio su cui insiste Fabbri è fra bioedilizia e colore, che se bene utilizzato, essendo energia elettromagnetica, può intervenire in modo positivo sull’esperienza e i comportamenti umani.

I maestri della bioedilizia sono al nord. "Il nord europa" specifica Fabbri, "dove per altro non si distingue mai e si parla in genere di edilizia, dando per scontato che si tiene conto di materiali e fattori abitativi legati all’ecologia e all’impiego di sostanze e tecniche biologiche". Per quel che riguarda i materiali, ci assicura Fabbri, che non ci sono grosse difficoltà a produrli, il fatto è “che manca il mercato e per ora sono poche le ditte tese al recupero di antiche ricette - come quelle delle calci idrauliche oppure la lana di pecora per la coibenza”.

Sportello informativo
via G. T. Invrea, 9/13
Genova
010 5702375
Orario 9.00-18.00


Links
www.mondobio.it
www.bioarkt.it
www.artimestieri.com
www.bioediliziaonline.it
www.internatura.com/bioedilizia.htm
www.abitareilfuturo.it

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