Concerti Magazine Giovedì 15 novembre 2001

Fabrizio Casalino dai vicoli al cielo

Magazine - Con quella faccia un po’ così, il cantautore genovese Fabrizio Casalino dimostra tutto il suo entusiasmo dopo il trionfo. Al momento dello scatto, il giovane musicista ha infatti appreso da pochi secondi di essere tra coloro che il 30 novembre suoneranno al Carlo Felice durante la serata dedicata a De André Libertà l’ho vista svegliarsi, a cui parteciperanno famosi artisti italiani. E questo è potuto succedere grazie al concorso , svoltosi in giro per i locali della città.

A contendersi il titolo, l'ultima sera di selezione, c'erano cinque giovani musicisti alle prese con un impianto del suono pazzarello e una piccola stanza strabordante giurati.
Ecco chi si è esibito: Alessio Lega, milanese che si definisce cantautore "classico", in quanto in possesso della propria voce, di una chitarra e di una sfiga desolante; Chiara Figari, genovese, con la passione per i mocassini, come dimostra uno dei suoi pezzi intitolato "Belìn che belle scarpe"; Carlo Pestelli di Torino, il cui pezzo forte è "L'uomo uccello", e scordatevi le metafore osé, è tutta satira quella che condisce la sua musica; Fabrizio Casalino, che ha ottenuto il punteggio maggiore dai giurati, e Marco Stella accompagnato, alla chitarra, dal maestro Marco Cravero, entrambi di Albisola, con canzoni che parlano d'amore e umanità varia.

Alla fine tra risate e bicchieri di vino, ho preso un appuntamento con Fabrizio per fargli qualche domanda sul suo essere menestrello ed ecco cosa è uscito fuori.

Prima di tutto gli chiedo perché ha deciso di partecipare a I migliori che abbiamo e lui candido mi risponde che voleva esserci e continua: «De André è il padre putativo di chi, come me, ha la devianza di scrivere e cantare canzoni. In pratica mi considero un discendente del maestro, quindi non potevo mancare. E poi non ho mai suonato all’Happy Charlie - al Carlo Felice - e questa mi sembra una buona occasione». L’età aurea della Genova anni Settanta, con un cantastorie ad ogni angolo è finita, è vero, ma sembra che non tutto sia perduto, a giudicare dall’affollata serata del in cui si è concluso il concorso.
Ma Fabrizio non fa solo musica d’autore, è anche , sfigato musicista brasiliano sempre in preda alla «saudagi», nato qualche anno fa per gioco insieme ai Cavalli Marci, «Gigigho è un fenomeno di grande successo e mi ha fatto scoprire il comico che è in me». Da lui Casalino ha imparato anche la leggerezza, «dote che ogni cantautore dovrebbe tenere ben stretta».

Dopo essere stato il più giovane partecipante al Premio Tenco nel ’94, dopo aver inciso Come un angelo per la Polygram a cui è seguita la tournée in America Latina e dopo svariatissime altre esperienze ora è arrivato anche Cristiano De André, che in Scaramante uscito da pochi giorni, ha inciso una sua canzone. «Certo, è strano sentire un proprio pezzo riadattato e cantato da un altro», mi racconta il vincitore, «è un po’ come vedere un figlio cresciuto, che se la cava da solo, anche se tu lo pensi ancora bambino. E allora non ti resta che sperare che almeno, ogni tanto, ti telefoni».

Ma qual è il trucco per scrivere una bella canzone d’autore? Beh, Fabrizio non ha dubbi, ci vuole una melodia con un "bel respiro" e un testo non stupido: «Dammi tre parole, per esempio, è una bellissima canzone italiana, sarei felice di averla scritta io. Le canzoni si devono poter cantare sotto la doccia, per strada...».

(L’immagine in alto ritrae il volto soddisfatto di chi ce l’ha fatta).

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