Concerti Magazine Sabato 10 novembre 2001

Fai l'amore ballando

Non esiste posto dove non si possa danzare.

Un salone pieno di facce che ridono, corpi in movimento che saltano. Braccia, gambe, piedi di donne e uomini di ogni età. Fiatone e voglia di ballare ancora. Suono di musiche antiche nascoste nella memoria, ma ancora vive a giudicare dall’atmosfera che si respira in questo posto perso in mezzo a Genova.

Musica popolare e di strada è quella che propone ogni venerdì sera, da quattro anni a questa parte, presso i locali della scuola elementare Da Passano, il gruppo danza e musica formato da Bernardo (voce, chitarra e percussioni), Maddalena (organetto), Stefano (violino, cornamusa, bombarda,flauti), Gianluca (voce e organetto) e dai Pifferi per la parte musicale. Mentre a insegnare le danze è Ilaria.

«Nonostante l’apparenza, non siamo qui per saltare» ci tiene a precisare Bernardo, «Il nostro gruppo ha come obiettivo quello di divulgare musiche e danze popolari che si stanno perdendo. È per questo che, oltre ai numerosi concerti che ci vedono vagabondare per l’Europa, abbiamo deciso di insegnare danze tradizionali: vogliamo recuperare una parte della cultura popolare importante di cui si sta perdendo traccia».

E sono molte le danze delle quattro province – Genova, Piacenza, Alessandria e Pavia - a rischio d’estinzione, «A Genova, ad esempio, la musica tradizionale è rappresentata ormai solo dai gruppi di canto spontaneo, i Trallalero» continua Bernardo, «e poi c’è anche il gruppo musicale La Rionda ma di danza nessuno si interessa. Eppure anche in città c’era una grande tradizione basti pensare alla Giga della Val Fontanabuona e della Val Trebbia, al Perigurdino, musicato anche da Nicolò Paganini, alla Bisagna, una danza di guerra con i bastoni di cui si è persa traccia. Anche se ho scoperto che in un paesino della Val Trebbia c’è ancora qualche anziano che ricorda la Bisagna e che ha accettato di collaborare con noi per la ricostruzione coreografica. E poi c’era la Sestrina di Setri Ponente». E Bernardo non si ferma, mi parla di un ballo, giudicato un po’ troppo spinto dalla autorità ecclesiastica, e per questo boicottato, in cui uomini e donne si davano delle gran panciate. E tra le danze osé c’è anche la carnevalesca Povra donna, in cui si mima il corteggiamento fino ad arrivare all’amplesso per ben due volte di seguito. Oppure, se invece d’amore si vuol parlare di guerra, basta darsi a Lo Sbrando, ballo in piazza per soli uomini o meglio per soli coscritti che danzavano fino allo sfinimento per dimostrare la propria forza. E sulla piazza, in piedi, rimanevano solo i più valorosi.

Ma trovano spazio nel repertorio della BandaBrisca anche le danze occitane, piemontesi, francesi, basche...Balli e musiche d’altri tempi perse tra memorie antiche di cortile e racconti d’osteria recuperati dall’oblio della techno dance.

Per imparare a ballare le danze tradizionali basta andare in Via Bobbio, presso la scuola elementare Da Passano nei locali della Circoscrizione. Ogni venerdì sera, infatti, dalle 21 alle 22.30 Ilaria insegna a ballare. E dopo tutti in pista.

Per informazioni telefona pure al 338.60.99.420/335.71.27.410 o allo 010.25.12.212

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