Concerti Magazine Venerdì 9 novembre 2001

Sulle tracce dell'afrojazz

Anche in questo week-end mentelocale vi stordirà di musica.

Soul, Mothersoul, Rare Groove, Jazz Funk, House, Black house percussion & Psico funk. Il tutto miscelato dalle mani esperte di Dj Rogie e da .

E a Master Spillus abbiamo fatto qualche domanda per introdurci nel suo universo musicale. Prima di tutto gli chiedo quali sono i suoi maestri, i musicisti a cui s’ispira, quelli da cui è nata la sua musica.
Il primo della lista è Miles Davis con il suo jazz indefinibile, inetichettabile, poi viene Jeff Milles leader della Detroit techno e poi ci sono The Pharaons gruppo che ha unito la musica soul con le sonorità africane. E poi c’è lo Studio One, l'etichetta di Coxsone Dodd, che negli anni Sessanta e Settanta ha fatto la storia del reggae «Una musica fatta con pochissimi mezzi, ma di altissimo livello», ricorda Spillus, che aggiunge «e per quanto riguarda l’Italia, non posso non citare Piero Umiliani mitico compositore di cui ricordo in particolare la colonna sonora di , o di . E poi adoro , musicista nigeriano iniziatore dell’attuale nuova dance elettronica. Musicisti provenienti da scene musicali diverse che hanno in comune il non identificarsi in uno stile musicale preciso, etichettabile e sono tutti di colore. Perché per quanto mi riguarda i neri dal punto di vista musicale sono nettamente superiori ai bianchi basti pensare che hanno inventato i generi musicali contemporanei».
Ma poi Spillus non si ferma e si ricorda degli artisti latino-americani, emigrati a New York alla fine degli anni Sessanta come Mongo Santamaria, percussionista cubano, a cui si sono ispirate orde di musicisti.

Ma quali sono i locali dove secondo Spillus è bene fare una capatina? Senza esitazioni il Dub Master mi tira fuori I magazzini generali di Catania «un posto fantastico», si entusiasma, «circondato da agrumi e palme, con una programmazione musicale molto varia e di qualità. E poi la gente è molto aperta e calda». A Milano, ci consiglia La Pergola e a Bologna non ci si può perdere il Link.

E le riviste dove ci si può fare una cultura musicale decente quali sono? Il primo nome che gli viene in mente è un magazine made in Italy, che non si ferma ad un genere musicale, ma prende in considerazione la buona musica in generale e poi c’è Echos, ma scordatevi di trovarlo nelle edicole del nostro bel paese, dove, invece, anche se con un po' di difficoltà potete recuperare

E tra i colleghi dee-jay sparsi per il mondo quali allettano il buon Spillus? Primo in classifica c’è ancora lui Jeff Milles e poi al secondo posto slitta Jiles Peterson londinese senza una grossa tecnica ma che sa scegliere la musica giusta al momento giusto, e poi tra gli storici c’è Franky Nukles inventore della musica House a metà degli anni Ottanta.

E a quali critici si può risparmiare il salto dalla torre? Sicuramente a che più che altro è uno storico della musica reggae e fondatore dell’etichetta Blood & Fire mentre in Italia Spillus salva Eddy Cilia, che su Blow Up tiene una rubrica dedicata agli anni Sessanta molto interessante.

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