Magazine Mercoledì 17 ottobre 2001

Ultimo saluto a Maria Teresa e Francesco

"Maria Teresa se n'è andata dieci minuti fa", ce l'ha detto Paolo Minetti per telefono. Erano le dieci di sera e ho subito avvisato i colleghi del Secolo XIX.
Maria Teresa non c'è più. Suona davvero strano: è una di quelle persone che pensi ci sia per sempre, il suo entusiasmo, la sua voglia di saperne sempre di più. Niente le bastava, nulla per lei era definitivo. Una curiosità che sembrava non potesse aver mai fine. Nei suoi libri sulle tendenze giovanili usava un linguaggio mimetico e fruibile, il distacco critico della sociologa non faceva per lei. Da poco aveva vinto il concorso di professore associato all'università di Scienze della Formazione. Avrebbe dovuto cominciare fra pochi giorni. Per anni freelance, ha condotto ricerche per il Comune e altri enti. Organizzava convegni, l'ultimo quello di Sestri Levante, a maggio, un convegno sulla creatività e i linguaggi giovanili, a cui mi aveva invitato insieme a Franco Pacoda, Claudio Pozzani, Max Manfredi, Claudio Brignole e Cesare Viel. Ci teneva molto a noi, ormai non più tanto giovani: ci aveva conosciuto uno per uno quando stavamo iniziando a muovere i primi passi nell'ambito della letteratura, della poesia, della musica e dell'arte e ci seguiva. Con entusiasmo, ripeto.
Mi ricordo quando l'ho accompagnata in Versilia a presentare Abitare la notte in una discoteca di tendenza. Qualche anno fa. Presentare un libro in una discoteca? Una follia. E invece no, i ragazzi tacevano, forse affascinati dai loro dj che discutevano di un bel libro che parlava di loro, un libro dalla loro parte. Scattai tante fotografie di quel viaggio in macchina. Poi la conferenza, il frastuono della disco e il ritorno a Genova sotto un acquazzone."Si vede che sei una narratrice, le tue immagini raccontano a perfezione la nostra giornata", non risparmiava complimenti, gesti di affetto.
Le piaceva cucinare e invitare gli amici. Portava giù dal suo Piemonte vini e verdure o comprava il pesce fresco al mercato. Era felice di sfamare le persone a cui teneva. Come quella volta che ha fatto una sorpresa a Paolo, per il suo compleanno, invitando Cesare, Anna, Saverio e me. I suoi più cari amici, voglio che vi trovi tutti qui quando arriva. E Paolo, emozionato, reagì con la sua solita preziosa ironia.
Maria Teresa non c'è più e ancora non mi pare vero. Non si può morire così a cinquant'anni con ancora milioni di cose da fare, di giovani da conoscere, di studenti a cui insegnare. Sì perché lei i suoi allievi li prendeva per mano e li aiutava ad affrontare le difficoltà. Non era una tipica accademica all'italiana.
So che se non fosse stata malata, mi avrebbe seguito in questa avventura di coordinare www.mentelocale.it, un sito che dà uno spazio particolare ai giovani. Per noi aveva scritto un articolo sul caso di . In seguito Fabrizio Casalino l'aveva . Si erano piaciuti subito. Maria Teresa, quando incontrava un giovane in gamba, non se lo faceva scappare e lo inseriva, subito, nella cerchia delle sue amicizie.
Ci rimangono centinaia di saggi e di articoli. E poi l'Officina dei sogni, primo libro che ha censito tutti i giovani artisti, scrittori, attori, musicisti della mia generazione, uscito quasi dieci anni fa. E Abitare la notte, una ricerca che l'aveva portata in tutte le discoteche d'Italia.
A me la notte piace: il silenzio, il lento sussurrare delle voci. Mi piace abitarla, incontrare amici, andare al cinema, a teatro, a fare due passi al Porto Antico.
Mi piace abitare la notte perché so che domani ci sarà la luce un'altra volta. Maria Teresa, da ieri sera, l'abiterà per sempre. Grazie per esserci stata.

Avevo appena finito di scrivere questo testo, quando mi hanno telefonato per avvertirmi che è morto Francesco Biamonti. Altro caro amico che se ne va senza far rumore. Di lui ricordo i sorrisi, la schiettezza, le nostre serate in Francia a gustare piatti provenzali, a parlare di scrittura e Liguria. Occhi azzurri e pensieri arguti. La sua casa di San Biagio nel ponente ligure, tra i vigneti di Rossese. Il suo studio zeppo di libri e fogli accatastati. Un vuoto incolmabile. Era bello sapere che c'era.
Ci lascia alcuni dei più bei sulla Liguria:
L'angelo di Avrigue
Vento largo
Attesa sul mare
Le parole, la notte
Solo ora mi viene in mente: sia Maria Teresa, che Francesco avevano particolare simpatia per la notte e i suoi segreti, tanto da inserirla nei titoli dei loro ultimi libri:
Le parole, la notte
Abitare la notte.
Mi mancheranno le notti insieme a voi.

Il funerale di Biamonti avrà luogo, giovedì 18, alle 17, a San Biagio della Cima, quello di Maria Teresa Torti venerdì alle 10, presso la Comunità di san Benedetto al Porto, via Buozzi, Ge.
Nella foto in alto Maria Teresa Torti. In basso mentre riceve il Premio intitolato a De André

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