Magazine Mercoledì 26 settembre 2001

Calexico... (V e ultima parte)

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Girato l'angolo vide un cancello verde da cui si scorgeva una corte interna. Si addentrò. Essendo l'ora di pranzo, all'interno del cortile non fu facile capire dove suonava lo stramaledetto disco: era tutto uno schiamazzo di bambini, posate sui piatti e telegiornali a volume altissimo. Eppure in mezzo a quel baccano vitale riconobbe l'amata tromba che faceva capolino. Come un vecchio segnale di riconoscimento, comprensibile solo alle sue orecchie. Il suono veniva chiaramente da una finestra del primo piano con il soffitto che aveva conosciuto il bianco soltanto molti anni prima.
Quando fu davanti alla porta non ebbe dubbi. Accostandoci l'orecchio poteva sentire gli schiamazzi di un bimbo ma allo stesso tempo le note di Hot rail.
Diede due brevi colpi di campanello. Istantaneamente all'interno si placò il trambusto. Solo i Calexico sembravano indifferenti alla visita. Come se lo aspettassero. Anche questa volta lui non aveva un piano molto chiaro su quello che avrebbe potuto dire.
Gli aprì una bimba di sei anni circa, con tutta la bocca sporca di minestra. Aveva gli occhi allungati, quasi a mandorla e la carnagione scura.
“Ciao!” Gli disse la piccola mostrando un gran sorriso sdentato.
“Ciao, c’è la mamma o il papà?”
La bambina si fece seria, quasi delusa. Aveva un forte accento sud-americano.
“Papà non c’è. Mamma! C'è un signore tutto sudato che ti cerca!”
Antonio sentiva che non sarebbe stato assolutamente in grado di gestire una situazione come la precedente.
“Signor Antonio! Cosa ci fa qui?”
Il giornalista rimase di stucco. Marietta, la sua domestica, gli venne incontro strofinandosi le mani su di uno strofinaccio logoro.
“Ma, ma….Ma è lei che ascolta i Calexico?”
La ragazza abbassò lo sguardo imbarazzata.
“Li ascolta così spesso a casa sua… Mi piacciono molto e alla fine ho deciso di comprarli.”
Antonio continuava a cadere dalle nuvole. La bimba, tra i due, non capiva ma seguiva attenta.
“Marietta perché non me l'ha detto? Glielo avrei masterizzato. Le avrei regalato l’intera discografia.”
“È sempre così serio e concentrato…Non volevo distrurbarla.”
La ragazza continuava a tenere lo sguardo basso.
Il giornalista l'abbracciò. La bimba rimase schiacciata tra i due.
Antonio pranzò da loro quel giorno ed ovviamente non mangiarono né tacos né chili con carne ma un ottimo piatto di trenette al pesto.
Parlarono a lungo tutti e tre e la piccola Lisa gli fece assaggiare i dolcetti alle mandorle preparati con la mamma.
Lui non sognò più la polvere e a settembre, quando ebbe le meritate ferie se andò in vacanza con Edda. Nello Yucatan atlantico.

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