Magazine Mercoledì 26 settembre 2001

Calexico... (IV parte)

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Riprese fiato e suonò. Ci furono secondi d’attesa scanditi dal sangue che gli pulsava nelle tempie. Meditava già d’andarsene quando la porta si aprì e si trovo al cospetto della signora Maria. Napoletana verace e casalinga approssimativa. La donna aveva i capelli raccolti dietro ed un vestito da casa a fiori, di quelli che d’estate si portano senza niente sotto. Sui lati delle tempie aveva minuscole tracce di sudore che la rendevano particolarmente invitante.
Gli sorrise.
“Il signor giornalista! Cosa la spinge da queste parti? Non mi dica che le mancava il sale e ha fatto due rampe per venirmelo a chiedere?”
Un bel casino. Antonio aprì bocca ma la richiuse all’istante convinto che avrebbe iniziato a balbettare. Poi si fece forza.
“Buongiorno…Potrei avere un bicchiere d’acqua?”
Lo fece accomodare nel soggiorno. La casa si rivelò esattamente come l’ aveva intuita dalle sue finestre. Un po’ troppo disordinata e sporca per i suoi gusti.
Il posacenere che troneggiava sul tavolino del soggiorno traboccava di sigarette.
Nonostante voluminoso, pareva che inseguisse il primato di mozziconi spenti.
L’ arredamento della casa doveva essere stato di un certo livello negli anni sessanta, forse cinquanta. Il legno laccato avrebbe avuto ancora una certa dignità se fosse stato spolverato almeno tre volte la settimana.
Antonio cercò di distrarsi dai quei meschini pensieri e cercò di raccogliere le idee sulla sua visita.
La signora Maria gli porse un bicchiere della Nutella colmo d’acqua e gli si sedette di fronte accendendosi una sigaretta. Una bella donna. La mancanza di trucco e il disordine domestico la rendevano ancora più seducente.
Improvvisò.
“E’ da qualche giorno che mi sono convinto che devo conoscere meglio i miei vicini, altrimenti…” Si rese conto che non sapeva come continuare. Maria lo guardava assorta buttando sbuffi di fumo dalle narici.
“Altrimenti?…Ma è imbarazzato?”
L’uomo si alzò di scatto alla disperata ricerca di un impianto stereo o una radiolina.
La donna gli si fece accanto da dietro. Antonio poteva sentire il suo respiro sui peli della nuca. Un misto di nicotina e sudore. L’uomo sentiva che tutte le sue buone intenzioni si stavano sgretolando come un castello di sabbia.
Si voltò di scatto interponendo tra i due una custodia di cd trovata nel ripiano di fronte.
“Vedo che ama la sceneggiata napoletana. Sto appunto scrivendo un articolo sui suoi rappresentanti. Dove l’ ha comprato questo lavoro di Mario Merola?”
La donna emise un piccolo sbuffo e gli si allontanò.
“Me lo deve aver portato mia cognata da Amalfi. E’ per questo che è venuto qui?”
Si sentì aprire la porta di casa. La donna increspò gli angoli della bocca.
“Mio marito. Lo conosce? Mi ha detto che alcune volte è stato in negozio da lui.”
Antonio stringeva il compact disc come se fosse il suo unico appiglio di salvezza.
“Si,ehm…Un po’. Si è fatto tardi, sarà meglio che vada, devo aver lasciato il passato di verdura sul fuoco.”
Il macellaio entrò nel soggiorno e con un sorriso strinse la mano ad Antonio. Non sembrava assolutamente sorpreso di vederlo. Cercò invano di invitarlo a pranzo ma Antonio non riusciva a pensare ad altro che alla sua minestra sul fuoco.
Dopo brevi saluti e ringraziamenti si ritrovò per le scale con ancora il compact disc tra le mani. Scese due rampe di scale e si sedette sui gradini del terzo piano per riprendersi un attimo.
Sentiva di essere stato ad un passo da un bel casino. Oltretutto immaginava tutte le volte che avrebbe aperto le finestre del terrazzo, terribilmente imbarazzato.
Casualmente si era fermato di fronte alla porta degli arabi. Ne era sicuro. L’aroma di cus-cus era molto forte ed invitante. Il cronista si disse che per la prima giornata d’indagine aveva lavorato abbastanza. L’ idea di incomprensioni con gli extracomunitari non lo seduceva particolarmente. E poi perché mai questi avrebbero dovuto ascoltare musica che non appartenesse alla loro cultura. Un pensiero un po’ambiguo certo ma che non faceva una piega.
Mestamente si incamminò giù. Stava cercando le chiavi del suo portone quando un campanellino risuonò nella sua testa. Il solito ignoto aveva ripreso ad ascoltare i Calexico. Da quella prospettiva sembrava che il suono arrivasse da un po’ più giù nella via. Per l’esattezza da dietro l’angolo.
Il giornalista si massaggiò un istante le tempie contemplando la fotografia del principe della sceneggiata sulla copertina del cd. Il celebre cantante aveva uno sguardo sofferente e contrito; come se il mondo intero gli stesse facendo un gravissimo torto.
A passo rapido, Antonio si incamminò verso l'origine della musica, deciso una volta per tutte a svelare l’enigma.

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