Magazine Mercoledì 26 settembre 2001

Calexico ...

La polvere è la peggior nemica dell’uomo. Anzi forse soprattutto della donna. Si annida nei posti più improbabili come se fosse animata da intelligenza propria. Fin da tempi remoti, le madri insegnano alle giovani figlie ricette ed intingoli segreti, allo stesso modo vengono educate alla cura e all’amore domestico.
Hanno un bel raccontare le giovani massaie che dobbiamo abituarci a convivere con la polvere. Se non ce ne preoccupassimo a sufficienza saremmo completamente ricoperti da un’uniforme patina grigia ed opaca. Dappertutto. Come all’ interno di una cripta abbandonata. L’uomo medesimo se non fosse costantemente in movimento sarebbe sopraffatto dall’orribile pulviscolo.


Antonio era comodamente seduto sulla poltrona del soggiorno e leggeva il quotidiano del mattino. La sua domestica Marietta, una giovane messicana di venticinque anni, stava osservando in controluce il grosso tavolo di noce che sovrastava il soggiorno. In mano teneva un panno di daino ripiegato in quattro parti.
L’ uomo non voleva assolutamente interferire con il lavoro altrui, specialmente con quello della giovane, ma se c’era una cosa che lo metteva in ansia era proprio quel maledetto ripiano pregiato. Era stato un dono della zia Amalia quando lui, lasciato dalla moglie, era andato a vivere per conto proprio.
L’anziana parente, tutte le volte che veniva a trovarlo, non mancava mai di rimarcare la mancanza di cura verso il noce. Come se Antonio le stesse dimostrando di non volerle bene. Con le sue nodose dita aguzze indicava piccole macchie d’acqua che sembravano materializzarsi al suo tocco.
Antonio ora, era tutto concentrato sulla pagina sportiva del quotidiano e con assoluta indifferenza buttò là:
“Marietta, secondo lei, qual è la prima cosa che nota un ospite entrando in questo salotto?”
Sembrava molto concentrato sulla fotografia di un giovane calciatore dolorante per una caduta.
La giovane, che era già passata alla libreria che dominava una parete della stanza, ci pensò un po’ su.
“Forse…Forse il manifesto con il grande faro nella tempesta, signor Antonio.”
“Forse.” Disse lui stancamente, senza alzare gli occhi dal giornale.
Con un sospiro girò pagina e si mise ad osservare i film della settimana.
“Che ne pensa dei fiori sul tavolo di noce? Non li trova un po’ troppo invadenti?”
Marietta fissò per un istante un punto indefinito sul soffitto poi buttò lo sguardo al centro del soggiorno, sorridendo.
“Penso che diano una bella sensazione di fresco alla stanza, io li terrei ancora qualche giorno!”
L’uomo abbassò infine il quotidiano sulle ginocchia.
“Sono mezzi appassiti. Li butti via per favore e già che c’è, dia anche una ripassata al piano del tavolo per verificare che il vaso non abbia lasciato depositi di umidità.
Marietta obbedì. Lui ebbe la netta sensazione che la ragazza stesse strascicando leggermente le ciabatte.
Infine si alzò ed andò ad affacciarsi al terrazzo del soggiorno.

Antonio era un cronista cittadino. Aveva quaranta anni di cui almeno quindici passati alla redazione di un giornale. Ora stava facendo i turni serali per cui avrebbe lavorato da mezzanotte alle sette del mattino. Sicuramente l’estate era il periodo più tranquillo per il lavoro di un quotidiano. Di solito l’unica cronaca rilevante era quella che riguardava qualche operaio che usciva di testa per il caldo ed iniziava a sparare dalla finestra. Roba di routine.
Nelle oziose giornate estive il giornalista poteva dedicarsi ai suoi hobby preferiti: la pulizia della casa e le pennichelle del dopopranzo.
Affacciato al balcone, poteva sentire la vita pulsare intorno a lui. Il quartiere infatti era stritolato da una altissima densità di abitanti. Il terrazzo del palazzo di fronte non distanziava più di due metri dal suo. Se gli inquilini avessero voluto, avrebbero potuto darsi la mano tutte le mattine senza il pericolo di volare di sotto.
I dirimpettai erano la famiglia del macellaio con il negozio nella strada sottostante. Lui era un omone di mezza età con due baffoni a manubrio fuori dal tempo. Nonostante il delicato lavoro, il giornalista aveva l’ impressione che la casa di fronte non brillasse in igiene. Disdicevole. Forse era per quello che lui non metteva mai piede nel suo negozio.
In quel momento la moglie del macellaio stava stendendo il bucato di fronte ai suoi occhi e avrebbe potuto giurare che mentre gli sorrideva c’era della malizia nei suoi occhi. La signora Maria, oltre che la moglie del macellaio, era infatti una bellissima napoletana verace e sempre pronta a chiedergli informazioni, da un terrazzo all’altro, sulle notizie di cronaca non ancora uscite sui giornali.

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