Magazine Martedì 25 settembre 2001

Scrivi Pippol e leggi satira

Magazine - Un po’ di amarcord: c’era una volta a Genova una rivista satirico-letteraria che si chiamava La rosa purpurea del Cairo, proprio come di . Come tutte le riviste che non sbattono tette e culi in copertina andava avanti di stenti e campava sull’entusiasmo di pochi redattori e tanti (ma non abbastanza) lettori. Per difficoltà economiche, organizzative o quant’altro la rivista smise di esistere nel 1996.

Ebbene, oggi la Rosa purpurea ha un erede. I tempi sono cambiati e la rivista è diventata una newsletter quotidiana associata a un sito internet. Si chiama www.pippol.it , il “sito bandito”. Dateci un’occhiata: ci troverete tanti di quelli che eravate abituati a leggere qualche anno fa, a partire dalla coppia Bertolotti-De Pirro. I due continuano a sfornare le loro vignette al fulmicotone nella rubrica Macaie vecchie e nuove.

Michele De Pirro è il deus ex machina di questa nuova avventura, alla quale collaborano alcune delle più brillanti penne (o magari sarebbe meglio parlare di tastiere) di Genova e non solo. Gli spunti per fare della satira non mancano di certo: si va dal mondo di internet (vedi le Interfacce da culo di Francesco Signor) a quello della scuola (per opera di Diego Pastorino), dalle notizie economiche (O la borsa o la vita di Franco Canavesio) a questioni squisitamente “linguistiche” (Il novissimo Cereda di Loris Cereda, autore anche delle pillole Chiscinau times). E poi ancora i racconti di quotidianità metropolitana di Da Silva nel Tropico del Capicollo), il menage familiare di Fabrizio Venerandi in Io e Cecilia, le invettive dello stesso Venerandi nelle rubriche Pippol(s) e Adulterazioni, le bestialità giornalistiche (Scorregge in libertà di De Pirro) e le biografie di personaggi discutibili (Curriculì curriculà).

Ma cosa significa Pippol? Che lingua è? Semplice, è inglese maccheronico, o meglio, inglese scritto come viene pronunciato. Allora people (gente) diventa appunto “pippol”, week end diventa “uichend”, newsletter “niusletter”. Per ricevere la “niusletter” ci si iscrive direttamente sul sito. La navigazione è piuttosto complicata perché manca un indice interno delle singole rubriche. Quindi, se si vuole risalire a un contenuto bisogna cercarlo manualmente servendosi dei comandi “bec” (indietro) e “necst” (seguente), il che alla lunga può risultare un po’ noioso. Meglio sarebbe se ci fosse un motore di ricerca interno. Ma di questo bisognerebbe parlare con la “ueb mastra” berenice. Perché i contenuti della "niusletter", e di conseguenza, del sito, sono davvero notevoli, e sarebbe un peccato che qualche lettore si sentisse scoraggiato da qualche clic di troppo.

di Donald Datti

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