Weekend Magazine Sabato 22 settembre 2001

Genova è d’oro

Magazine - Come si diventa capitale europea della cultura? Beh, bisogna avere qualche carta da spendere, bisogna firmarne qualcun’altra, fare un po’ di lobbying e sperare nel cielo. Genova le carte le ha, se le è giocate bene e adesso non resta che organizzarsi al meglio.
C’è però un buco, anzi c’era. La città infatti “non gode di buona stampa”, in parole povere siamo tagliati fuori dal circuito delle grandi guide turistiche. C’è poco da fare: puoi anche essere una città bellissima, interessantissima e affascinantissima, ma se qualcuno non lo scrive su un libro e non si preoccupa di venderlo in giro, non lo saprà mai nessuno.

Le guide “classiche” su Genova le conosciamo tutti: c’è quella della Sagep, buona ma che non si trova fuori provincia, e quella rossa del Touring, ottima ma decisamente antiquata sul lato dello stile. Insomma, non siamo messi bene.
Dobbiamo ringraziare dunque tutti quanti il fiuto di Francesca Perrazzelli, che è andata direttamente a Parigi dal signor Gallimard e gli ha chiesto «ma perché non fate voi una guida su Genova?». Gallimard, per chi non lo sapesse, è l’editore di una serie di guide turistiche bellissime, che in Italia vengono pubblicate dal TCI come “Nuove Guide Oro”. Dopo il fiuto di Francesca dobbiamo ringraziare anche quello dell’editore, che ha accettato con entusiasmo: Genova allora non era stata ancora nominata né capitale europea della cultura né sede del G8. Nell’immaginario collettivo eravamo ancora un grosso porto industriale sfigato e puzzolente.

Adesso saltiamo a piè pari qualche annetto, necessario per scrivere la guida, e arriviamo ad oggi, a questo libretto dalla robusta copertina azzurra che mi ritrovo fra le mani. Gallimard la pubblica in francese, il TCI in italiano.
Cercherò di scrivere le seguenti righe moderando il mio totale entusiasmo, eviterò dunque di scrivere che potete allegramente buttare via ogni altra guida su Genova (tenetevi solo la “rossa”) e che dovreste catapultarvi a comprare questa.
Per la prima volta la nostra città ha una guida turistica moderna: piena di foto (in media tre per pagina), pagine monotematiche, disegni, freccette, piantine eccetera. Una guida scritta, impaginata e disegnata facendo appello alle sole forze locali: un parterre de roi con i miglior nomi della cultura cittadina (tanto per capirci: le pagine dedicate ai musei sono state scritte dagli stessi direttori). Una garanzia per chi teme che un esperto “foresto” non possa capire l’anima della città. La cura grafica e la perfetta organizzazione logica sono poi quelle tutte francesi di Gallimard.

Ve la riassumo.
Si comincia col presentare l’ambiente naturale ligure, per passare poi alla storia cittadina, curata da Gabriella Airaldi docente di Storia Medievale. Alcune pagine monotematiche approfondiscono la conoscenza su Colombo, i Doria, i poeti e il dialetto.
La sezione seguente è dedicata alle tradizioni, con un vero e proprio dizionario illustrato del mobile genovese, dei tessuti e del presepe, senza dimenticare la “città dei cantautori” e la gastronomia. Il top è la sequenza fotografica della preparazione della cima, con ricetta acclusa.

Poi ci sono le pagine dedicata all’architettura, in assoluto una delle parti migliori di tutta la pubblicazione: perché Genova è ricchissima di architetture interessanti e originali, ma nessuno lo sa.
Segue un sunto da “Viaggio in Italia”, la città dipinta dei pittori e quella scritta dagli scrittori, e infine si parte con gli itinerari. Che fanno emergere una Genova nuova, molto fotografata, preferita nei suo lati curiosi e sconosciuti piuttosto che nel nozionismo del “qui dormì Garibaldi”. Agli approfondimenti sono demandate le numerose pagine tematiche, come quelle su Staglieno, sulle ville o su Paganini.

La guida si chiude con un veloce sguardo al resto della regione e una trentina di pagine di informazioni utili, dal dove dormire al dove mangiare passando per come leggere la numerazione civica fino a come si pronuncia “Zena”.
L’unico neo è la cartografia, non all’altezza della fama del TCI.

Insomma: accattatev’illa!

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Legittima difesa [1] Di Henri-Georges Clouzot Poliziesco Francia, 1947 Guarda la scheda del film