Magazine Venerdì 7 settembre 2001

Il Lavavetri permaloso

III parte

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III parte
Riccardo supponeva che non potesse bastarle la paghetta mensile con il vizio che la consumava. E a colpo d'occhio sembrava quasi estinta da quel vizio.
Parlarono di tutto fino a tardo pomeriggio. Verso sera guardando l'orologio Magda capì che era ora di congedarsi.
"Riccardo io vado. Mi ha fatto piacere conoscerti, sei un po’ matto ma sei simpatico. Quando capito di nuovo da queste parti ti chiamo, così ci facciamo un'altra bevuta ma stavolta offro io."
Lui sarebbe rimasto a parlare fino a notte fonda. A malincuore la salutò e accompagnandola alla porta si fece promettere di non frequentare più il tipo pelle e ossa al quale aveva dato una ripassata. Lei sorrise, non abituata ad attenzioni di quel tipo e gli arruffò i capelli sulla testa.
Quando fu nuovamente solo, tornò in camera e dopo aver messo un disco dei Cardigans: la band scandinava più mielosa e sdolcinata della terra, tornò a stendersi sul letto. Mentre la voce femminile rovesciava caramelle e melassa per la stanza, Riccardo Uappala concluse che Magda era la persona che più si avvicinava al concetto di amico che gli fosse mai capitato di incontrare.

La torrida estate finì come era cominciata cioè con una settimana di grandi acquazzoni che cambiarono scenario molto rapidamente sulla grande città. La gente tornò a popolare le grandi vie monumentali e l'obliquo lavavetri riprese la sua attività curvilinea. Magda ormai apparteneva ai ricordi più belli e significativi (forse il più bello e significativo) della stagione appena conclusa e Riccardo, rimasto pur sempre lo stesso, sentiva di aver fatto tesoro di quella fugace conoscenza, forse amicizia, che era nata sull'asfalto impietoso del quartiere. In realtà i due non si erano svelati tanto diversi da quanto poi erano, semplicemente erano stati vicini. Magda era riuscita a scaldarlo più di quanto non avesse fatto l'estate.

Il primo giorno d'autunno Riccardo decise che era tempo di tornare al cinema.
Si annoiò terribilmente con una commedia americana su amori impossibili coronati in extremis. Percorrendo in macchina la circonvallazione che lo separava da casa, Uappala vide una figura familiare ferma lungo un viale alberato.
Quando le passò di fianco l'uomo aveva già capito chi fosse e che faceva.
Lui non girò neppure la testa incurante se Magda potesse averlo visto. Era strafatta. Chi mai avrebbe potuto trovare attraente una lucciola tanto spenta?
Qualche volta Riccardo era stato con ragazze raccolte per strada. Non era stato brutto e nemmeno particolarmente romantico, talvolta le pulsioni maschili sono troppo urgenti per essere soffocate.
Percorse un chilometro prima di trovare lo spazio necessario nel flusso di macchine per fare un'inversione ad u. In pochi istanti si trovò di fianco a Magda che ovviamente non aveva ancora trovato un cliente.
Le aprì la portiera lato passeggero e sporgendosi le fece cenno di salire.
Questa affacciandosi gli disse:
"Sono cinquanta scopare e trenta solo con la bocca."
Riccardo cercò il suo sguardo ma una patina di nebbia allontanava dietro la foschia il verde smeraldo degli occhi della rossa.
"Allora secco ti va o ti ecciti così?"
"Sali."
Sembrava proprio che non lo avesse riconosciuto, persa nel gorgo degli stupefacenti. Percorsero un buon tratto di circonvallazione senza scambiarsi una parola. Soltanto la voce del cantante dei Jane's Addiction, tra l'infantile e l'effemminato, riusciva a sdrammatizzare l'atmosfera.
Uappala non sapeva minimamente come comportarsi ma avvicinarsi a Magda era stato un impulso più forte di lui. Cosa pretendeva del resto? Di essere riuscito a penetrare il cuore di una tossica che nulla amava se non il buco. Forse due parole. Un sorriso. Un gesto che mostrasse il ricordo. Se la situazione ad agosto era sembrata poco adatta allo sbocciare di un'amicizia beh, questa era molto peggio.
"Magda, come stai? Quando ti ho incrociata non ero sicuro che fossi tu, ma i tuoi capelli ed il tuo... ehm, portamento sono inconfondibili."
La donna aveva un vestitino nero attillato che mostrava due belle gambe, affusolate e nervose. La pelle era candida. Quasi mortifera.
"Sei un mio cliente? Non mi ricordo di averti già visto da queste parti... Dopo il prossimo incrocio c'è una strada sterrata sulla destra: imboccala."

Marco Giorcelli

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