Weekend Magazine Lunedì 3 settembre 2001

Downhill a Montallegro

Come forse avrete già letto è possibile arrivare al meraviglioso Santuario (Leggi l'articolo ) in . E, inorridiscano pure fondisti e fanatici della salita, ci si può portare appresso la bici e risparmiarsi 10 km di sbuffi e stenti. Per arrivare in cima spenderete si spendono circa 7 Euro, mezzo compreso, cifra tutto sommato accettabile.

Prima di precipitare a valle comunque vale la pena di farsi un giro sul monte circostante, rimanendo in cresta. Il percorso è lo stesso segnalato in Leggi l'articolo , quello che va a destra dopo la chiesa. In bici è una meraviglia, un saliscendi nel bosco tra pietroni e radici da scavalcare. Se però siete venuti qui con un vera mezzo da discesa lasciate pure stare: i carri-armati mono-corona da 20 kg non sono il massimo per fare queste cose.
Continuando per questa strada si arriva a Chiavari lungo un .

Dopo il Santuario si può anche andare a sinistra, per sperimentare un tratto un po’ più faticoso del precedente e ugualmente divertente. Perdersi è impossibile, il sentiero è unico e in 5 km circa vi porterà presso il passo della Crocetta. Anche da qui è possibile scendere a valle lungo un con qualche tratto a spinta, ma molto divertente.

Dal Santuario comincia la vera discesa, lungo la via dei pellegrini, il tragitto più breve per tornare a Rapallo.
Si parte proprio davanti all’edificio, per poi scendere lungo il percorso: quindi giù dalla scalinata del santuario, poi lungo il viale alberato e subito dopo a sinistra, proprio dove siete arrivati in funivia. Poi, sempre in discesa, tra scale e rampette; questo pezzo è uno dei migliori (segnavia due croci rosse, ma è impossibile sbagliare).
Poi la qualità del fondo perde un po': pietre “cementate” assieme e foglie secche tra i terrazzamenti. E’ una superficie piuttosto infame, che distribuisce vibrazioni massive. Con qualche variazione sarà così fino alla fine.
Più avanti abbondano i curvoni, uno dopo l’altro, da fare in derapata, facendo attenzione a non finire sulla fascia sottostante. Dopo qualche km sarete quasi a valle, una scala, e si arriva su una strada asfaltata perpendicolare al percorso. Girate subito a sinistra, fate la curva in discesa e poi subito a destra, di nuovo sulla mulattiera. In meno di un paio km sarete di nuovo a Rapallo. Se vi va potete ricominciare, c’è una cabina ogni mezz’ora.

Sembra tutto bellissimo, direte voi, e in parte è così: i discesiti hanno il loro impiantino a due passi da Genova. Purtroppo però il percorso ha tutti i suoi bravi difetti.

Prima di tutto se ha piovuto la strada diventa tragicamente scivolosa. Pietre bagnate, più foglie umide come bonus. Consiglio di lasciar perdere.
Forse in certi punti è un po’ troppo ripido, mancano i salti e non è molto vario.
Per la massima parte sono pietre, come vi dicevo è una vecchia strada lastricata. Se ci venite senza ammortizzatori le braccia andranno a pezzi dopo qualche centinaio di metri per le vibrazioni. Con assoluta ingenuità ci ho portato la mia ragazza con la sua bici granitica: voleva lasciarmi. Inoltre non sognatevi neanche di scendere di qui senza protezioni.

In ogni caso ci sono le altre due possibilità, ben più lunghe e impegantive, sempre con l’impianto di risalita (vedi sopra).

Infine un’ultima parola per potersi divertire ancora in futuro e non vedere insulsi divieti. Questa è una strada che porta ad un santuario e a volte i pellegrini la percorrono (non è così comune, d’altronde questo era il suo scopo in origine). I fedeli non apprezzano veder spuntare da una curva 100kg di ciclista e metallo a 50km/h, quindi fate attenzione nei punti ciechi e siate gentili e servili.

Un ottimo riferimento cartografico è FIE, 1/25.000, Golfo del Tigullio.(Comunque è facilissimo orientarsi)

Per una discesa più blanda, con risalita in funicolare, potete provare al Righi: Leggi l'articolo

Nella foto sopra uno dei tratti della mulattiera

Oggi al cinema

Divorzio all'italiana Di Pietro Germi Commedia Italia, 1962 Guarda la scheda del film