Cattivi si nasce - Magazine

Teatro Magazine Mercoledì 22 agosto 2001

Cattivi si nasce

Magazine - Festival Teatro Portovenere
Piazza San Pietro ore 21.30
Portovenere (SP)


Il calendario e le locandine dicono che è finito.
“E’ vero”, conferma il direttore artistico Oreste Valente, “il Festival Porto Venere, si è concluso sabato scorso. Ma a me piace inventare sempre nuove situazioni e, approfittando del salotto del dopo-teatro e della mia inusuale residenza qui, i progetti mi si offrono e non so rinunciarvi”.
E così ieri sera (mercoledì 22) il primo fuori programma all’interno della sezione dedicata ai progetti locali, Palcoscenico Aperto. L’attore Alessandro Albertini ha presentato Cattivi si nasce. Monologo sulla cattiveria, un testo di Marcello Benfante, per la regia di Andrea Buscemi. E Valente avverte che due sono ancora le date fuori cartellone con cui intende chiudere degnamente il Festival da lui inventato sei anni fa, e che quest’anno è stato segnalato come tra i migliori in Liguria.
Sabato 25, Catherine Spaak presenta una versione teatrale di Harem, con un progetto dedicato alle Donne scrittrici e artiste viaggiatrici nel Golfo dei Poeti in cui, partendo dalle figure di George Sand, Colette e la principessa rumena Dora d’Istria, si intratterrà sul palcoscenico in una conversazione aperta.
Il gran finale è previsto per martedì 28. Beppe Grillo e Gino Paoli presentano uno spettacolo costruito insieme per Porto Venere, “Ho aperto ieri il botteghino e ho chiuso con 900 biglietti venduti”, dice Valente, principale artefice di questo evento di fine estate, nato dalla sua amicizia con Grillo.

Ma torniamo a ieri sera, e allo spettacolo di Alessandro Albertini.
Un monologo senza via di scampo. Un tripudio di pensieri politically incorrect, di risate sataniche nella più ferrea immobilità del protagonista e interprete sulla scena. Vestito di marrone con la borsa da impiegato sotto braccio, l’Albertini in scena, vagamente cugino dell’Epifanio di Albanese, con la sua sola presenza scenica su un fondale nero arredato da un quadro, poca musica e due cambi di luce ha intrattenuto per un’ora il pubblico sulla vicenda di Caino e Abele.
Un testo difficile per il quale si chiede scusa nel programma. Un monologo che insulta e prende di mira alcune delle più abusate categorie e minoranze sociali: immigrati, extracomunitari, boy scout, impiegati e funzionari di uffici pubblici, ambientalisti, bambini, animali. La volgarità e insieme ad essa l’ironia della faccenda giace nella serie infinita di osceni proponimenti vandalici e di violenza che questo omuncolo balbettante, ripugnante agli altri e in parte anche a se stesso architetta dando sfogo a quel po’ di cattiveria che è in tutti noi.
Il pubblico non ride, almeno non subito, ma applaude. Le risate sataniche intervallano un soliloquio che è quasi uno scioglilingua, un pendolino di parole che viaggia su un binario destinato a creare intoppi per eccesso di velocità, e gli danno alcuni minuti di tregua.
La balbuzie, ben vocalizzata da Albertini, sparisce quando il personaggio decide “che la misura era colma”. Da “apprendista canaglia”, scopre un mondo che da neofita vede attraverso gli occhi di “un sadico circondato da masochisti”, dove il male è atteso: essere cattivi è ciò che ci si aspetta nella società, il vero male risiede nel “godimento della sciagura del prossimo”.
Ma non sono che passaggi. L’incertezza lo porterà ad un momento cruciale in cui, ricaduto nella miseria della sua essenza di emarginato, tenterà l’atto supremo dell’omicidio.

L’equilibrio del testo sta proprio nel personaggio: un frustrato, un individuo che gli altri non vedono o usano come zimbello, insomma un uomo quasi oggetto, innocuo e vittima di spensierate cattiverie più o meno infantili, di cui crede di potersi liberare coltivando la cattiveria. Una cattiveria che - come ben presto scoprirà - non è frutto di ragionamenti, bensì dono di natura, perché “Cattivi di nasce” e non si diventa.
E allora cosa resta? La “noia”.

I numeri del Festival
Biglietteria 333 7928774
Circolo Fantoni 0187 716106
E-mail

Prezzi dei biglietti
Primo settore 50.000
Secondo settore 45.000
Posti in piedi 35.000

Per chi fosse curioso di sapere cosa si è perso quest'anno al Festival ecco .

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