Concerti Magazine Lunedì 20 agosto 2001

Caro il mio cd, finisce che ti scarico

Magazine - Protesto.
Oggi ho deciso di comprare un disco, l’ultimo dei Train, (siccome non si butta via niente ve lo ritroverete recensito fra poco) e allo scopo sono andato al Ricordi Media Store, per trovarne una sola copia e per di più già aperta. Prezzo: lire 39.900. Quaranta sacchi belli precisi. Il giorno precedente mi ero scaricato mezzo cd dalla rete, per sentirlo, pur convinto di comprare l’originale.

Vado alla Fnac, dove trovo lo stesso disco a £34.900 e lo acquisto. Ma è possibile? Cinque sacchi di differenza da un negozio all’altro nella stessa città. Meglio così.
Ma tornando penso “solo le multinazionali discografiche possono essere così miopi da aumentare il prezzo dei dischi anche dopo gli mp3”. Fateci caso: con internet e la possibilità di scaricare tutta la musica del mondo, le grandi sorelle della musica non solo non hanno abbassato i prezzi, ma continuano ad aumentarli.

Adesso, con una connessione adsl, avrei potuto scaricare tutte le canzoni, scannerizzare e stampare la copertina e masterizzarmi un cd in circa 10 minuti, e tutto con una spesa irrisoria ed ottima qualità. A questo punto è evidente, chiunque compri un cd originale è un pazzo autolesionista.

Credo che i pazzi autolesionisti meritino un minimo di collaborazione, ma le case discografiche non la pensano così. E gli artisti esordienti, con dischi carissimi da vendere, come se la passeranno? Non è un nostro problema, visto che ormai per esordire con una speranza di farcela bisogna avere una promozione planetaria come Noelia.

E il tutto si riduce ad un costante, inevitabile, appiattimento delle differenze verso il trionfo della globalizzazione: la libertà di scegliere fra alternative tutte uguali.

Fra parentesi la rete ha superato la discografia di diverse lunghezze: su , mentre cercavo materiale dei Train, ho trovato versioni acustiche e live, registrazioni di inediti in radio, un sacco di materiale del tutto irreperibile nei negozi, sul sito di mtv c'è addirittura tutto un video.

Chi, in tutto questo, continua a comprare cd andrebbe aiutato.
Speriamo che le case discografiche lo capiscano.

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