Attualità Magazine Lunedì 20 agosto 2001

''Catoblepa io ti dono le mie Tepa''

Magazine - “Catoblepa, Catoblepa, io ti dono le mie Tepa per il viaggio che conduce all’aldilà”… i fan di Elio e Le Storie Tese l’hanno riconosciuto subito: è il lamento di Supergiovane, mitico protagonista dell’omonima canzone.
Ma che sono queste Tepa? Il dubbio è lecito per chiunque abbia meno di 35 anni.

Per sciogliere il mistero basta chiedere ad un fratello maggiore: le Tepa erano scarpe molto in voga negli anni settanta. Una delle tante mode di trent’anni fa che rivivono nelle canzoni degli EELST, molto attaccati ai miti della propria gioventù.
Resistenti e comode, le Tepa, prodotte da un’azienda bresciana, erano le scarpe ufficiali della nazionale di calcio e di tante squadre di Serie A. Design immutato nel tempo: una banda bianca che partiva dalla suola per collegarsi dall’altra parte.
Le frasi sono obbligatoriamente impostate all’imperfetto perché la Tepa è sfortunatamente fallita. Continuava imperterrita nella sua logica industriale da boom economico anni ’50: facciamo un buon prodotto, la gente lo comprerà. E invece sono arrivate le multinazionali della scarpa, arricchitesi riducendo all’osso le spese per i materiali e la lavorazione, capaci di adeguarsi al nuovo culto della personalità che stava per sconvolgere il mondo sportivo.
E per la Tepa è arrivato il momento di appendere le scarpe al chiodo, e non solo in senso metaforico.

Fine della storia? No.

Nel 1992 infatti nasce Supergiovane, eroe partorito dalla perversa creatività di , all’apice della loro fama. Il nome Tepa torna alla ribalta.
Un pool di finanziatori fiuta l’aria, richiama il signor Riva - figlio dell’inventore della mitica scarpetta - e rimette in produzione la fabbrica bresciana.
Il mercato è dichiaratamente quello dei nostalgici, i modelli sono ancora quelli degli anni’70, tornati prepotentemente di moda. La grancassa della canzone “Supergiovane” funziona a meraviglia, la Tepa ringrazia battezzando col nome del supereroe un nuovo modello di calzatura. Elio e Le Storie Tese si portano nei loro concerti un banchetto dove è possibile acquistare le scarpette bresciane.

E così la storia ricomincia.
In Lombardia le Tepa sono già un must per chi ama vestire vintage, tanto più che essendo “made in Brescia” si ha la garanzia che non ci sono dietro fabbrichette tailandesi dove lavorano bambini di dieci anni. Tepa anti-global, dunque.
In questa bella avventura non poteva non metterci lo zampino anche la rete delle reti. Sul sito un po’ artigianale di www.tepasport.it si può infatti dare un’occhiata al catalogo e soprattutto fare ordinazioni. Con un concorso riservato ai veri nostalgici: se avete una foto di voi bambini con ai piedi una Tepa potrete avere gratis un nuovo modello.

Invaderanno anche Genova?


Nella foto: Gigi Riva, con la maglia della Nazionale, si allaccia le Tepa

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