Weekend Magazine Martedì 14 agosto 2001

Nudo fra i nudi

Magazine - Alzi la mano chi non ha mai pensato con lascivia di andare a spiare i nudisti in spiaggia.
Forza, su, confessate. Siamo stati tutti adolescenti e curiosoni. E i nudisti in Liguria non sono mai mancati.
E comunque, anche se negate, il semplice fatto che abbiate cliccato sul titolo pruriginoso con tanto di fotina di chiappe al vento (trappolona in puro stile Panorama), vi tradisce senza appello.

In barba al rischio di farsi incriminare per atti osceni in luogo pubblico, nel frattempo i nudisti italiani si sono felicemente evoluti. Da pratica alternativa importata dai liberali paesi nordici, è diventata infatti una vera e propria filosofia di vita.
Tanto per cominciare il nome corretto è “naturisti”.
La ragione sociale è però rimasta la stessa: vivere a contatto con la natura, senza gli orpelli imposti da regole sociali spesso superflue oltre che moraliste e interessate.
Per dirla con le parole della (Federazione Naturista Italiana, 5mila tesserati), “il naturismo è un modo di vivere in armonia con la Natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, con lo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell'ambiente".
Con tanti saluti per i guardoni.

Che in Italia non mancano.
Mi racconta un’amica: “Fare naturismo è bellissimo, ti dà una sensazione di libertà. Anche se per noi italiani è più difficile: senza vestiti ci sentiamo a disagio.
La prima volta che ho fatto naturismo è stato a Cap D’Agde, in Francia. Ero col mio compagno e non riuscivamo proprio ad andare oltre al topless. Lui poi era veramente terrorizzato.
Allora mi sono allontanata, mi sono seduta da sola sulla scogliera, e mi sono spogliata.
Stavo benissimo.
Mentre ero lì in completo relax che mi fumavo una sigaretta, si avvicina un tipo - con il costume - e mi fa, con un drammatico accento napoletano: mademuasel, vus avèt un’allumèt?
Siamo incorreggibili”.

“Ma una volta fatto il grande passo e schivati i voyeur, fare naturismo è una gioia. L’idea che la gente ti guardi è pura immaginazione: nuda fra i nudi non fai notizia, sei una fra i tanti. E diventa normale”.
“E poi bisogna levarsi dalla testa che ci siano solo belle ragazze. C’è di tutto, dalla vecchietta con le tettone cadenti, al sessantenne col pisello raggrinzito. Bambini, grassi, magre… un panorama ben poco morboso”.

Se all’estero le località riservate ai naturisti sono più di ottocento, fra le quali spiccano le 175 francesi (con la mitica , vera e propria cittadina con tanto di ufficio postale, supermarket eccetera), in Italia siamo ovviamente fermi al palo.
Sono solo sei i luoghi dove poter scorrazzare senza veli né problemi.
Come al solito ci si arrangia, con spiagge in cui il nudismo è “tollerato”, bieca variante legale che comunque garantisce una tintarella integrale senza troppi problemi.
In Liguria ce ne sono alcune piuttosto celebri nel mondo dei naturisti: Guvano (Cinque Terre), Tellaro e le baiette tra Latte e i Balzi Rossi a Ventimiglia.

Perché non provare?

Oggi al cinema

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