Concerti Magazine Martedì 31 luglio 2001

Taricone in menopausa in via Del Campo

Magazine - "Volevano pedinare un transessuale dei caruggi, uno di quelli che fa la vita. Ma poi hanno trovato me, e hanno pensato che fossi perfetto. Così mi sono trovato spiato da un bel po’ di telecamere, molte delle quali nascoste, per tutto il giorno di venerdì venti luglio. E pensi che in molti, dopo aver visto il documentario, mi hanno telefonato per dirmi quanto assomiglio al macho del Grande Fratello. Insomma, il video mi dona, sembro proprio Taricone in menopausa”.

È così che inizia il mio incontro con Gianni Tassio amico di Fabrizio De André, ideatore del museo dedicato al cantautore, proprietario di un negozio di musica in via del Campo, nonché custode della chitarra di Fabrizio.
Personaggio storico dei carugi, si è trovato per caso ad essere uno tra i protagonisti di Tutto in un giorno, special sul G8 andato in onda qualche giorno fa su Italia Uno.

Vado a trovarlo in negozio per conoscerlo e lui subito: “Chiudo solo a Natale, altrimenti i fan di Fabrizio che arrivano da tutta Italia, rimarrebbero delusi. Io non me la sento di fargli questo torto, e così tengo sempre le serrande alzate”.
E da quando è morto Fabrizio, molti di quelli che sono passati da queste parti, hanno lasciato un pensiero, e ormai sono più di 46 mila i saluti al cantautore.
Ma tornando al G8, appena gli faccio qualche domanda, lui accende la T.V e commenta la registrazione in VHS.

“Bélin che calma”. Inizia così il filmato, un po'real tv un po' fiction.
Gianni affacciato alla finestra di casa sua, e poi subito uno zoom su Via del Campo, deserta. Gianni che gira per il vicolo, che parla con Tyson, il gatto, unico abitante di una via solitamente piena di gente. Gianni che compra le sigarette attraverso le zanzariere d’acciaio, come le chiama lui. Gianni che accoglie qualche sperduto visitatore. Gianni che mangia gli spaghetti, e beve qualche cicchetto di whisky “per tirarsi su il cuore”.

Ma a parte il suo G8 televisivo, mi racconta com’è iniziata la sua amicizia con De André?
Ci siamo conosciuti da ragazzini, per lui all’inizio ero il figlio di una bocca di rosa tra le tante, ma poi siamo diventati amici. È stato grazie a lui che ho avuto questo negozio. Da tempo ci lavoravo come commesso, i proprietari ormai anziani, non sapevano a chi lasciarlo, e Fabrizio insisteva che lo lasciassero a me. Ma la risposta era sempre “ma u l'è un figgio de na bagascia”. Poi nel ‘73 il locale è diventato mio e Fabrizio è venuto a chiedermi che differenza c’era tra essere padroni e non esserlo. Ed io, mostrandogli il mio Rolex nuovo di zecca, gli ho risposto: “Ora so sempre l’ora precisa”.

Via del Campo è diventata per sua iniziativa la via della musica, con la filodiffusione...
Da qualche mese in Via del Campo risuonano le note di De André. Dalle undici all’una, e poi dalle sedici alle diciannove, mi sono preso l'impegno di mettere su la musica di Fabrizio. Certo, molti si lamentano portandomi sull’orlo dell’esaurimento nervoso. Ma ultimamente ne ho sistemato uno che si lamentava in modo troppo insistente: gli ho sparato a stecca, per due ore di seguito Se ti tagliassero a pezzetti. Dopo un po’ ha smesso di mugugnare.

E come vanno gli affari?
Cosa vuole... palanche poche, ma gloria tanta. Pensi che uscirà un numero di Playboy con un mio nudo.
Tranquilla, non si agiti, intanto proprio “lì”, mi metterò una bella rosa rossa.

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