Magazine Lunedì 4 giugno 2012

'I libri ti cambiano la vita'. Sarà vero?

Magazine - In I libri ti cambiano la vita (Cento scrittori raccontano cento capolavori) a cura di Romano Montoni (Longanesi, 2012, 343 pp, 14,90 Eu) si scoprono delle chicche micidiali.

La prima è data dal giallista un po’ acuminato come un coltello insanguinato Donato Carrisi, per il quale la vita cambiò durante un temporale in cui trascorse la sua notte di praticante avvocato a leggere Il ragno di Michael Connelly. Qualche mese prima lo aveva gentilmente rifiutato al suo libraio preferito innalzando la solita bandiera degli pseudointellettuali più ostici: non leggo il genere thriller. Una bella metamorfosi che gli ha spalancato le porte della gloria letteraria.
Freud è un altro che va fortissimo. Renata Colorni – che l’ha tradotto per Bollati Boringhieri – fa un’osservazione di cui da anni sentivo la mancanza: a Sigmund, il padre della psicanalisi, conferirono il premio Goethe nel 1930 per la letteratura, e mai il Nobel – chessò – per la medicina. Ma perché Freud è uno scrittore irresistibile, che usa e drappeggia le immagini e le citazioni con una leggiadria chè manco cento urì in paradiso saprebbero fare.
Chi davvero sconvolge – nella lettura – è Truman Capote visto da Silvia Avallone, ed il suo gelido e furente A sangue freddo (In a cold blood). Un libro durato sei anni, fatto di interviste, di una cura quasi maniacale della vita e dei segreti battiti del cuore trucido di due assassini. Capote sembrò quasi perdersi d’amore per uno dei due ma intanto aveva scritto un capolavoro assoluto, un libro da morire di follia, che tanto non si riuscirà mai a replicarne neanche una molecola solitaria.

E voi che ne pensate? Ma davvero – secondo voi – i libri possono mutare la vita delle persone, cambiarla, influenzarla, farla deviare verso una direzione che non sia la sua?
Io, ad esempio, sono rimasto folgorato dal Nome della rosa, e anche da un libro come Babbit di Sinclair Lewis, che fa vedere il potere magico della parola, così come Martin Eden di Jack London, la più bella storia mai scritta (secondo me ed i miei occhi) di uno scrittore e di come lo si diventa. Storia di una passione rapinosa e che rovina.

Ma la mia vita non è mai cambiata. O almeno, non me ne sono accorto. Continuo a fare le stesse cose, e non riesco a trovare quel battito capace di rivoluzionarla come nei libri.
Allora, c’è da chiedersi se sia davvero così forte, come sostiene Montroni, un libro. È vero, come dice il giornalista Pierangelo Sapegno, che con un libro ci sono sempre un sacco di cose da dirsi e che ciascuno di loro – come ciascuna donna – ti racconta una storia diversa. Ma il potere dei libri è davvero così magico?

Ditemi, per favore, se i libri vi hanno cambiato la vita e se credete nel loro potere di aiutarvi a respirare meglio tutti i giorni.

di Alberto Pezzini

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