Attualità Magazine Martedì 29 maggio 2012

Terremoto in Emilia: 15 vittime, 7mila sfollati. Gabrielli: «Quattro o cinque i dispersi»

Magazine - La terra continua a tremare in Emilia e a seminare il panico in tutto il nord Italia.
Dopo la forte scossa di questa mattina il bilancio delle vittime è arrivato a quindici morti, ma è ancora un dato provvisorio, secondo quanto dichiarato dal capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli.

L’epicentro è stato localizzato nella cittadina di Mirandola, in provincia di Modena. Il sisma è stato superficiale, ad una profondità compresa tra cinque e dieci chilometri e per questa ragione è stata avvertita così distintamente in un’area molto ampia. La scossa è stata seguita da altre, di minor intensità, fino al culmine: le tre forti scosse che si sono succedute a partire dalle 12.56, con magnitudo non inferiore a cinque punti della scala Richter.

I sismologi sono già al lavoro e per ora l’ipotesi più accreditata è che possa essersi rotta una faglia che ha generato il sisma, il cui epicentro è a circa quaranta chilometri da quello del 20 maggio scorso.

Intanto il bilancio di questa nuova giornata di scosse in Emilia si fa pesantissimo: almeno quindici le vittime accertate e sette mila gli sfollati. Tra i morti tre operai di San Felice, periti nel crollo dell’azienda Meta, due a Mirandola, un anziano a Concordia colpito da un cornicione, uno a Finale Emilia. È morto anche il parroco di Rovereto di Noli nel crollo della chiesa e due donne di Cavezzo. Numerosi poi i feriti, anche gravi.

Come in precedenza, a cedere sono stati soprattutto i capannoni industriali, quasi tutti già danneggiati dalle scosse del 20 maggio. Intanto la regione Emilia Romagna fa sapere che in seguito alle nuove scosse sono oltre sette mila le persone evacuate dalle loro abitazioni e che entro sera verranno allestiti quattro mila posti letto per gli sfollati. Verranno aggiunti letti nelle strutture già esistenti e saranno allestiti nuovi campi, ma sono in aumento le strutture alberghiere che hanno dato la loro disponibilità ad ospitare la popolazione. Messi a disposizione anche diversi convogli ferroviari con cuccette.

Anche perché dopo queste nuove scosse, le città colpite una settimana fa dal sisma continuano a crollare inesorabilmente.

Intanto, nonostante quanto accaduto, si riprendono le nomali attività. Le linee ferroviarie interessate dal sisma sono state tutte riaperte e anche le autostrade sono regolarmente aperte. A Bologna dopo il grande spavento della mattinata chiuse scuole e l’Università almeno fino a domani. A Milano molti edifici sono stati evacuati. Anche a Firenze scuole e uffici evacuati. Così come ad Aosta e nel Trentino.

A Genova la situazione sembra completamente rientrata, nonostante in mattinata, soprattutto nel levante ligure, la scossa sia stata avvertita in maniera molto forte.

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