Magazine Venerdì 11 maggio 2012

«Sono gay o no?». Lo psicologo risponde

Se vuoi contattare il Dottor Marco Ventura scrivi una email a lettinovirtuale@mentelocale.it

Magazine - Salve,
Sono un ragazzo di sedici anni e in questo periodo della mia vita sto attraversando una difficile fase di crisi di identità, non solo dal punto di vista sessuale, ma soprattutto da quello psicologico, essendo ormai travolto da una fortissima incertezza sul tipo di persona che vorrò essere da adulto.

Negli ultimi tempi la mia vita è stata sconvolta dal sospetto che le mie tendenze sessuali non siano quelle che mi ero da sempre aspettato. Premetto che non ho ancora avuto relazioni sentimentali con altre persone, anche se ammetto di non essermi mai interessato particolarmente ad averne perché ho sempre pensato di non essere ancora pronto per una relazione seria.

Fin da piccolo ho sempre avuto la certezza che mi piacessero le ragazze e immaginavo che nel futuro sarei sempre stato legato a persone del sesso opposto, senza neanche sapere dell’esistenza dell’omosessualità. Infatti riconosco chiaramente di essere attratto dalle ragazze. Da un po’ di tempo però la situazione mi è crollata addosso. Ho iniziato a sentire un’attrazione (solo fisica) per alcuni ragazzi particolarmente belli della mia età. Tutto ciò mi ha particolarmente sconvolto perché non mi sono mai piaciuti gli uomini e non potrei mai pensare di passare la mia vita con un maschio. Tuttavia la mia attrazione per i ragazzi rimaneva costante e per di più la crescente incertezza sulla mia identità sessuale era aumentata nel vedere come potessi eccitarmi molto guardando un film porno tra ragazzi gay o masturbandomi pensando ad essi.

Ho da sempre vissuto con terrore questa mia situazione perché fin da quel momento avevo sempre avuto la certezza che la mia vita sessuale sarebbe stata come quella di tutte le altre persone. La situazione è molto complessa: continuo infatti a provare ancora una forte attrazione verso le ragazze, sia fisica sia affettiva, ma allo stesso tempo ogni volta che vedo a scuola un bel ragazzo sento di esserne attratto fisicamente, in un intensità che a volte supera quella che ho per le ragazze, e questo è uno degli aspetti che più mi preoccupano. Per questo sono totalmente in crisi, so di volere a tutti i costi essere un eterosessuale come gli altri, ma non riesco a frenare questa mia strana attrazione rivolta ai ragazzi.

All’inizio ho riconosciuto con amarezza quella che avevo interpretato come bisessualità, cercando di accettarmi così, ma col passare del tempo sono caduto in uno stato di angoscia per il terrore di essere diventato definitivamente omosessuale (cosa che mi sconvolgerebbe tremendamente la vita). La mia bisessualità mi creava in continuazione una quantità enorme di dubbi, supposizioni, paure; dentro di me continuavo quasi involontariamente a tentare di capire quale tipo di persona, eterosessuale o omosessuale, dovessi essere. Ero finito con il fare della mia sessualità una mania, un’ossessione, una fonte costante di incertezza per la mia vita e per il mio futuro. Per questo ho deciso di rivolgermi a lei, per avere risposte, per sapere cosa mi sta succedendo secondo lei, e per sapere cosa dovrei fare ora.
La ringrazio infinitamente per l’attenzione.




Buongiorno,
capisco che lei si aspetti una risposta centrata sulla sessualità e mi perdonerà se io, invece, parlerò della sua età, che è un fattore piuttosto importante. Lei ha 16 anni e questo vuol dire che lei è più o meno nella fase dell’adolescenza che non a caso viene definita un periodo di transizione. Dato che lo è davvero! Adesso non la starò ad annoiare con le definizioni scolastiche di che cosa si intende per fase adolescenziale e dovrebbe sapere da sé cosa significa la parola transizione. Quello che conta sapere è, davvero, che lei è in una età che prevede una serie di cambiamenti, fisici, mentali e ormonali.

Cambiamenti che la porteranno a vivere una serie di tentativi, di esperienze, di scoperte e di prese di coscienza, che, col tempo, diventeranno alcuni dei presupposti per costruire la persona che sarà. Ma come avrà capito questo assetto un po’ più definitivo arriverà a definirsi solo dopo aver attraversato, vissuto e risolto tutti gli inevitabili dubbi che sta incominciando a vivere adesso.

In altre parole, a fronte di tutte le sensazioni che sta provando adesso, è un po’ presto per chiudersi dentro a delle definizioni troppo rigide e definitive. Sopratutto per quello che riguarda la sua sessualità. Lei ora è un esploratore del mondo e non può sapere, già ora, cosa scoprirà, fuori o dentro di sé, alla fine del suo viaggio. Una bella avventura dunque, se non fosse che ci si sente ancora troppo deboli e pieni di dubbi per affrontare un nuovo mondo. Non si sorprenderà, spero, se dico che a 16 anni invece che essere dei fieri e sorridenti indagatori del mondo, si sente ancora forte il bisogno di essere davvero sicuri di ciò che siamo. E talvolta questo bisogno si fa così acuto che, pur di avere un punto fermo, ci si ritrova a definirci a tutti i costi, magari con una etichetta, che probabilmente neppure ci piace. E spesso, per placare i dubbi ci si rifugia in false certezze.

Già, a voler sintetizzare, il problema è proprio questo: a volte a 16 anni ci si sente come un esploratore che vorrebbe già sapere ed essere sicuro di qual’è la scoperta. La metafora vale un po’ su tutti gli argomenti ma ancora di più nel campo della sessualità, che a quest’età, dopo un lungo periodo di assenza, viene alla ribalta. Ma è una dimensione ancora da capire, da comprendere e da saper apprezzare. E, davvero, non si può conoscere chi siamo senza aver fatto una serie di prove, di tentativi e di aggiustamenti. Ovviamente non è proprio il caso di confondere le prove ed i percorsi di conoscenza con delle conclusioni definitive. Né tantomeno fissarcisi sopra. Perché chissà quante volte, per andare al mare, lei avrà fatto una lunga strada d’asfalto, magari in mezzo ai monti, ma non per questo, allora dobbiamo convincerci che, alla fine, le spiagge sono fatte di monti o di asfalto.

Le ricordo che Lei ha 16 anni : ha davanti a sé ancora molte cose da conoscere e da comprendere e da sperimentare prima di decidere o di prendere atto di quello che lei sarà nel suo futuro. Lei è mai andato in un paese molto esotico? Come fa a sapere, senza averle mai assaggiate prima, quali saranno le cose che le piacerà mangiare? E quali quelle che le faranno bene o male?E nel fare i suoi tentativi di assaggio non mi vorrà mica dire che non le capiteranno tanti gusti più o meno strani e più o meno buoni. Ma questo non vuol dire che dovrà poi mangiare davvero tutto quello che ha assaggiato.

Ci pensi. E capirà che non è un problema relativo alla sua sessualità, ma al fatto che lei sta crescendo e che il suo cambiamento è ancora in corso e molte cose possono ancora cambiare.
Così come adesso non è più il bambino che era a 5 o 7 o 10 anni, allo stesso tempo, non può già sapere, ora, cosa sarà a 18 o 25 o 30 anni. Ok, le concedo un po’ di ansia, ma don’t panic, funziona così per tutti.
Saluti
Ventura

di Marco Ventura

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