Magazine Venerdì 2 marzo 2012

«Gli psicologi sono credibili come i cartomanti». Lo psicologo risponde

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Magazine - Da un po' di tempo, i programmi tv sono infestati da schiere di psicologhi opinionisti. Non se ne comprende l'utilità, ma sono lì ad esprimere i loro giudizi, peraltro assolutamente inutili.

Ovviamente, hanno il pubblico che si meritano..., ovvero gli stessi boccaloni che si cibano di oroscopi, maghi e cartomanti. Non potrebbe essere altrimenti, infatti la psicologìa non è altro che un impasto di supposizioni suffragate solo da chiacchiere.

In quanto alla ragazza dell'articolo, che colpevolizza il padre delle sue incapacità gestionali, è ormai noto che sono sempre i genitori i colpevoli delle defaiances dei figli...! Ed il fatto che siano gli psicologhi a stabilirlo, fa parte del gioco, infatti questi ultimi (come tutti i maghi e cartomanti) trovano facilmente uno di quei problemi comuni a molte famiglie, ed il gioco è fatto...!

Nella realtà, pur condannando ogni forma di violenza famigliare, se un individuo è privo di attributi alla nascita, lo sarà anche nella vita indipendentemente dalle attività dei genitori. Possiamo verificare come grandi campioni dello sport e storici condottieri, siano cresciuti in ambienti tutt'altro che sereni.

Gli psicologhi sono personaggi che vendono astutamente la loro mercanzia ai creduloni, infatti come per gli imbonitori del mondo dell'occulto, tutto è anche il contrario di tutto, ma... con una sostanziale differenza di linguaggio, dovuta anche al grado di cultura esibito da chi vive... di psicologia.

Sono troppo sarcastico nei confronti degli psicologhi? Beh, leggendo loro diranno che ho dei problemi..., e sono assolutamente d'accordo, infatti sto perdendo il mio tempo, questi personaggi sono entrati a far parte del tessuto sociale,esattamente come gli astrologhi, i cartomanti e maghi vari.

Ciao e buona fortuna a chiunque tu sia...

Buongiorno critico sconosciuto.

Come vede ho accettato il suo augurio cogliendo l’occasione per accogliere il suo pensiero che, in parte, condivido. In particolare sull’attuale livello di inutile litigiosità presente nei programmi televisivi che, ultimamente, sembrano aver deciso di spettacolarizzare ogni cosa, mischiando verità a finzione e arrivando così a distorcere la realtà e ad alterare la gran parte dell’informazione.

Dunque neppure io ammiro i cosiddetti opinionisti. E questo vale non solo per gli psicologi, i maghi e i cartomanti, ma anche per i giornalisti, gli economisti, gli esperti di sport, di finanza e di politica e le persone dello spettacolo e mi scuso per tutte le altre categorie che non ho citato e che vengono altrettanto sacrificate all’altare dello spettacolo a tutti i costi.

Il fatto che ci sia chi, a vario titolo, va in televisione e si ritrovi a dire tutto e il contrario di tutto non implica che, per questo, tutta la psicologia e tutti gli psicologi siano, di conseguenza «un impasto di supposizioni suffragate solo da chiacchiere». Perché, vede, se usiamo questo metro di giudizio, siamo messi male.

Vorrei farle notare che, guardando solo le incongruenze che vengono alla ribalta dei media, ce n’è per tutti: i ponti supersicuri crollano, le macchine si guastano, i computer si bloccano, il tempo non ubbidisce alle previsioni, le squadre di pallone perdono inaspettatamente, il vino costoso sa di tappo e posso continuare a citare incongruenze sino all’infinito.

Quindi, siccome ci sono cosi tanti disguidi, (vogliamo ricordare l’equipe di fisici che hanno
sbagliato la misurazione della velocità dei neutrini?) non si può mai essere del tutto sicuri, allora vogliamo tagliare corto e chiudere il discorso concludendo che tutte le persone che se ne occupano sono inesorabilmente impastate di chiacchiere? No! Non è corretto usare questi esempi per trarre delle conclusioni definitive.

Credo che, al pari di altre discipline, che si occupano di aspetti complessi e sensibili, la psicologia si sia conquistata una sua dignità. E non vi è dubbio sul fatto che la conoscenza delle dinamiche mentali abbia contribuito in modo così significativo alla qualità della vita da meritare un giusto rispetto.

E quindi, accanto a una sana critica, credo che sarebbe più saggio dire che, al di la dei mestieri che fanno, ci sono persone che si comportano seriamente e correttamente, anche se, talvolta commettono, umanamente, degli errori e altre persone che, invece, sono meno attente alla coerenza ed all’altruismo. Così, piuttosto che fare di tutt’erba un fascio, bisognerebbe distinguere bene le une dalle altre.

E questo mi riporta alla sua riflessione sui genitori. Che, anche loro, come tutti, possono essere più buoni o meno buoni e anche loro possono sbagliare. E non credo che ci si debba scandalizzare se, parlando dei figli, si tirano in ballo mamma e papà (e a volte anche i nonni). Anzi, se mai, dovrebbe essere un dato di fatto che i genitori (e i rapporti famigliari in genere) sono una componente fondamentale nella vita dei figli. E che alcuni atteggiamenti dei genitori verso i figli possono essere più o meno buoni e più o meno utili al loro sviluppo.

Certo, non sono solo i genitori a determinare tutto, ma è sicuro che molto dipende da loro. E sono d’accordo con lei che parlare sempre di colpa sia eccessivo e spesso fuori luogo ma, al contrario, non credo che si possa sostenere che i genitori non hanno mai alcuna responsabilità nello sviluppo dei figli. Se no, scusi la provocazione, cosa ci starebbero a fare? Così credo che sia fuorviante dibattere se colpevolizzarli o assolverli mentre sarebbe più utile per tutti noi fare una seria riflessione per capire quali sono i punti forza e di debolezza nel rapporto, oggi più importante che mai, tra genitori e figli.

Ma, a questo punto, dopo aver cercato di chiarire il mio punto di vista sulle questioni da lei, sentitamente, sollevate, mi viene un dubbio e vorrei che lei si rileggesse la storia che cita (ma anche le altre delle quali ho scritto). Mi sembra di ricordare che non mi sono permesso di dare la colpa a qualcuno, ma ho solo preso atto della situazione descritta.

Noterà anche che il mio intervento è esplicitamente rivolto ad aiutare (per quanto posso e gratuitamente) le persone a emanciparsi dal loro passato (per brutto che sia stato) e a trovare in se stesse la forza per costruirsi un futuro migliore. E dunque, al di là della sua scelta di essere sarcastico, non trova anche lei che questa psicologia sia un buon modo di aiutare le persone?

Con questa ultima domanda la ringrazio e la saluto, chiunque lei sia.

Saluti,
Ventura

* Psicologo e psicoterapeuta. Chi vuole consultare Marco Ventura direttamente può chiamare il numero 010 562769 o recarsi presso il suo Studio di via Macaggi 25/11, Genova.

di Marco Ventura*

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