Concerti Magazine Lunedì 13 febbraio 2012

Festival di Sanremo 2012: Morandi pronto al via. «Celentano ci sarà per una sera»

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«Ivana Mrazova in forse: pronto il piano B» Leggi gli aggiornamenti dalla conferenza stampa di martedì 14 febbraio.

Magazine - È partita oggi, lunedì 13 febbraio, la settimana più calda del grande schermo, quella del Festival di Sanremo 2012. Con la conferenza stampa di presentazione, i motori della macchina organizzativa si lanciano verso il debutto di domani, martedì 14 febbraio, alle 20.40, su Rai1. Un orario leggermente anticipato rispetto alle precedenti edizioni.

La squadra di capitan Morandi è schierata: si parte con i fantasisti Luca e Paolo, che dopo aver fatto la parte del leone nella passata edizione, quest'anno cedono il testimone al comico, attore e cantante Rocco Papaleo, che anticipa: «In questo periodo di crisi, cercheremo di portare un po' di leggerezza: non la leggerezza del cazzeggio, ma quella del sorriso».

Poi la spalla bella, straniera e già molto discussa con attacchi da parte delle femministe, Ivana Mrazova, che alla conferenza stampa non c'è: «è malata, ha 19 anni», spiega Morandi, come se le due cose fossero correlate. È in albergo con il torcicollo.

Completa la squadra la punta d'eccezione, quella chiacchierata da mesi e sulla quale si sono sprecate polemiche: il costosissimo maitre à penser, il Re degli ignoranti, il cantante con un album in promozione che prenderà 300 mila Eu a sera (ma li darà tutti in beneficenza, anzi, ci rimetterà pure) Adriano Celentano.
Proprio sul molleggiato, dopo mesi di tira e molla, arriva il primo punto fermo: ci sarà nella prima serata. «Anche se navighiamo un po' a vista, possiamo dire che Adriano ci sarà sicuramente nella prima serata» conferma il direttore artistico Gianmarco Mazzi. Per le altre non si sa ancora «Per dire cosa farà, non lo sappiamo ancora neanche noi: con lui niente è certo fino all'ultimo minuto».
Non si sa neanche se il molleggiato duetterà con Morandi: «Ha scritto 40/50 canzoni che hanno fatto la storia - spiega il conduttore - Sinceramente non so quale potrei scegliere se volessi duettare con lui».

Ma avendo puntato tutta la promozione sulla figura di Celentano, il Festival non rischia di eclissare le canzoni in gara? «Celentano è la musica, è Sanremo, ama Sanremo, è qui dal 1961 - taglia corto Morandi - Per questo sicuramente si può dire che questo è un Festival nel segno della musica, dei cantanti e delle canzoni».

Spiega ancora Mazzi: «Il mio sogno professionale era vedere Celentano al Festival assieme a Morandi. Senza monumentalizzare, sono due artisti che appartengono alla vita di tutti noi. Glielo dico sempre: 'Voi siete sempre esistiti da quando io esisto'. Penso che se Adriano è qui, è qui soprattutto grazie a Gianni Morandi. Perché per strappare gli artisti non basta il denaro, ci vuole molto di più».

Ma la presenza di Celentano non sarebbe l'unico asso presente nella mano del Festival grazie all'intervento di Morandi: «Sono convinto di aver convinto a venire anche un vecchio amico come Lucio Dalla (che accompagnerà Pierdavide Carone, ndr). È passato un anno, ma mi sembrano cinque minuti: dopo la grande avventura dello scorso anno, mi piace l'idea di essere qui per questa impresa di fare 20 ore di televisione in cinque giorni».

Per quanto riguarda le anticipazioni sul programma delle serate, Gianmarco Mazzi smentisce la voce che era circolata ieri di un tributo di Nina Zilli a Whitney Houston: «È importante celebrare un'artista così grande scomparsa così presto, ma stiamo ancora riflettendo sulle modalità. Ma il tributo di certo non sarà affidato a Nina Zilli: dovrebbe esserci un tributo esterno, ci sembra più giusto».

Niente da fare per Madonna: «D'accordo con la Rai abbiamo scelto una politica di riduzione dei costi - spiega Mazzi - inoltre la serata di giovedì ha una concentrazione tale di superospiti, da Brian May a Patti Smith, che sono integrati nel meccanismo del Festival, che il tutto diventa un tributo alla musica italiana».

«È una razionalizzazione dei costi che in questo momento ci chiede il paese» conferma il direttore di RaiUno, Mauro Mazza. «Abbiamo detto no anche a Stevie Wonder, perché chiedeva troppo - conclude Gianmarco Mazzi- non possiamo permetterci i cachet degli oligarchi russi: l'ho scritto personalmente alla figlia».

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