Concerti Magazine Giovedì 2 febbraio 2012

Festival di Sanremo, femministe accusano il Tg1: «Lede la dignità delle donne»

Magazine - Partirà esattamente un anno dopo il primo anniversario di Se non ora quando, la manifestazione per la dignità delle donne che lo scorso 13 febbraio portò in piazza centinaia di migliaia di persone in Italia e in Europa. A dispetto della coincidenza di date, e nonostante l'anno scorso Roberto Vecchioni avesse dedicato la vittoria a tutte le donne, il Festival di Sanremo anche quest'anno sembra non aver tenuto conto delle istanze del movimento, continuando a reiterare sul palco dell'Ariston il rito ormai logoro dell'accoppiata di vallette belle, straniere (talvolta mute) da ridurre a complemento d'arredo. Eppure l'anno scorso il tentativo fu fatto, con Belèn, Canalis e risultati non del tutto credibili.

Quest'anno le prescelte erano Tamara Ecclestone e Ivana Mrazova. E se neanche il siluramento a sorpresa dell'ereditiera britannica è riuscito a cambiare la rotta alla direzione artistica, è partito il via libera a spot e servizi promozionali dal sapore vagamente veteromachista con l'unica superstite, la modella ceca. Nel promo, Rocco Papaleo è alle prese con due belle «cosacche» immaginarie all'autogrill, ma viene prontamente ricondotto sulla strada di Sanremo da una cabrio pilotata da Gianni Morandi. Anni Cinquanta, non solo nella linea della decappottabile.

Al bonario spirito dello spot si è però presto aggiunto un servizio del Tg1 del 25 gennaio (che riproponiamo in apertura), a firma Vincenzo Mollica, che ha fatto infuriare l'associazione Pulitzer e altre organizzazioni femministe: nel video Morandi e Papaleo suggeriscono alla modella ceca Ivana Mrazova cosa dire e fare, cercando di farle ripetere qualche parola in italiano. Una lingua che pure dimostra di conoscere. E poi baci ai telespettatori, ammiccamenti alla scollatura e cliché a ripetizione, in uno spazio intitolato «La donna del Festival».
«Un servizio che lede la dignità delle donne» è stato definito da Pulitzer in una lettera che l'associazione ha spedito a Lorenza Lei, direttore generale della Rai.

Lo scopo della sottoscrizione - alla quale si può aderire anche online sul sito di Pulitzer - è quello di ottenere da viale Mazzini un risarcimento di immagine, attraverso la pubblicazione di una rettifica corredata di scuse da mandare in onda sul Tg1.
La lettera denuncia che Mrazova è stata ritratta come «Una bella marionetta senza testa che per muoversi e parlare ha bisogno di due abili burattinai che hanno tre volte la sua età».

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