Weekend Magazine Venerdì 6 luglio 2001

Padiglione del Mare e della Navigazione

Magazine - Certo, si presenta molto bene. E’ il più innovativo e il più moderno dei musei genovesi, e si trova al terzo piano dei Magazzini del Cotone, non lontano dall’Acquario. Manca ancora dell’interattività estrema tipica di molti musei moderni ("posso toccare e giocare con tutto"), ma l’argomento trattato si presta meno di altri a questo scopo.

Il tema è infatti quello della storia marinaresca, con un occhio di riguardo per Genova e la Liguria, dal Cinquecento ai primi del Novecento, l’era dei transatlantici. A testimonianza dell’attenzione riservata alla città molte delle didascalie sono scritte, oltre che in italiano e in inglese, anche in genovese.

Come ci si poteva aspettare si parte con Colombo ed i suoi popolarissimi viaggi, senza però tirarla troppo in lungo. Infatti, dopo qualche passo si raggiunge la sala dedicata ad Andrea Doria e alle imbarcazioni dell’epoca. Particolarmente suggestiva la saletta con le armature e gli elmetti, presenti a centinaia sulle pareti e il soffitto.
Per riprodurre i primi bastimenti si ricorre invece a modellini magistralmente illuminati. Non mancano comunque decorazioni, mobilio e componenti originali delle navi.

La successiva sezione delle botteghe è una delle più curiose, una ricostruzione degli antichi locali, della gente di mare e dei relativi mestieri: dall’armatore fino agli artigiani più umili. Tuttavia, come si può vedere dopo, era merito delle capacità di questi ultimi se le navi dell’epoca stavano a galla. Ed infatti nelle sale successive, dedicate alla cantieristica navale della navigazione a vela, si possono ammirare una serie di plastici a grandezza reale raffiguranti le differenti lavorazioni. Vicino alle imbarcazioni e ai materiali si trovano anche i modelli del personale impegnato nei propri compiti, ottime riproduzioni degne di un museo delle cere (guardate i capelli!).
Davvero tanti gli oggetti presenti: i primi utensili, le stoppe ed i braceri con la pece per sigillare le fessure tra il fasciame dello scafo e, a seguire, i vetusti macchinari elettrici dell’era industriale. Ampio spazio è anche dedicato alla vita degli equipaggi. A mio parere la parte migliore, da godere nei minimi particolari.

L’ultima sezione è dedicata al ventesimo secolo e alla diffusione della navigazione a motore: in pochi anni dal piroscafo, adibito al trasporto degli "espatrianti", al transatlantico dai sontuosi arredi. E qui si chiude, con una carrellata di immensi modelli delle navi più famose della categoria.

Alla fine il Padiglione del Mare risulta essere un’esperienza istruttiva e molto rilassante. Si “viaggia” per circa una o due ore nell’aria condizionata, attraverso i locali in legno, a tratti simili alla stiva di un bastimento, piacevolmente illuminati da luci soffuse. Le pareti sono adorne di stampe e quadri e le didascalie piuttosto presenti, accompagnate da una colonna sonora in tema, tra onde, scricchiolio del fasciame e grida marinaresche.

Se vi è piaciuto Titanic (magari non solo perché c’era Di Caprio) fateci un passo. Certo meno spettacolare dell’, ma sicuramente più attraente, almeno per il grande pubblico, del "settario" . Chi ha visitato questi ultimi gode peraltro di un certo sconto sul biglietto d’ingresso.

Per tutte le informazioni su orari e prezzi:

Oggi al cinema

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